Uno, nessuno, centomila. Anche i Presidenti da rosso diretto


Da Guaraldi a De Laurentis, passando per Lotito e i Matarrese. Storie di contestazioni, di amore e odio con i tifosi. Il buonsenso di Spinelli

Albano Guaraldi, colpevole di aver insultato un tifoso.

Albano Guaraldi, colpevole di aver insultato un tifoso.

Peccato che non ci siano i cartellini rossi per i presidenti di serie A. Prima il contestatissimo Guaraldi (Bologna) che se la prende con un giornalista nel giorno della rivolta degli ultras a Zola Predosa – dopo avere dato del “c……” a un tifoso in tribuna la domenica precedente – poi tocca a De Laurentis (Napoli) entrare a gamba tesa su un simpatizzante partenopeo, reo di ricordargli che il “Napoli deve vincere anche contro il Parma e non solo con la Juventus”. Lui, il n.1 azzurro, lo prende per il bavero aggredendolo verbalmente, tutto davanti alle telecamere della tv di Stato. Il servizio va in onda alla Domenica Sportiva e come conseguenza il Napoli entra in silenzio stampa con la Rai e Radio Rai.

E’ vero che i presidenti mettono i soldi – quando li hanno ovviamente – e possono decidere di fare il bello e cattivo tempo. DeLa non è nuovo a queste uscite da film. Due anni fa ne disse di peste e corna – dopo il primo vagito –  del calendario di Serie A, a suo parere, difficile per il Napoli (“Siete delle m…., mi vergogno di essere italiano”), poi per dribblare giornalisti e tifosi fugge con il primo motorino di passaggio e senza casco (lui, non il conducente). Ma è anche il Presidente, quello con la P maiuscola che ha salvato il Napoli e la sua storia calcistica dal fallimento e lo ha riportato ai vertici del calcio non solo italiano, ma anche internazionale. Ha saputo valorizzare, soprattutto gli uomini mercato, re-investendo i tanti denari incassati dalle cessioni eccellenti.

Claudio Lotito, contestatissimo dalla tifoseria

Claudio Lotito, contestatissimo dalla tifoseria

Separati in casa, invece Lotito (Lazio) e i suoi tifosi. Contestazioni ad ogni partita, stadio semideserto, ma Lotito regge, contro tutto e tutti (pare voglia comprare lo Sheffield Wednesday ndr). Anche contro la Samp gli ultras sono andati giù pesanti con lo striscione “Aridatece i Marò e piateve Lotito”. Contro Lotito anche una pagina Fb “Il giorno in cui Lotito se ne andrà” che conta già quasi 6000 “Mi piace” dove viene accusato di aver preso la Lazio “solo ed unicamente per il sogno di fare la speculazione edilizia del secolo”.

Da rosso diretto anche i Matarrese, proprietari dal 1977 dell’AS Bari e da qualche settimana dichiarata fallita dal tribunale del capoluogo pugliese. Parlare di contestazione che va avanti da anni oramai è fin troppo riduttivo. Da un mesetto la squadra ha iniziato a vincere con prestazioni di carattere che stanno permettendo ai ragazzi di Alberti di conservare la Serie B e il San Nicola è tornato a riempirsi come ai tempi d’oro. I Matarrese, però, in quasi 40 anni hanno fatto la storia calcistica dei galletti, costellata anche da tante soddisfazioni e diventando società trampolino di lancio per molti giocatori e allenatori, oggi divenuti il simbolo del calcio italiano nel mondo.
Ora l’esercizio provvisorio dell’AS Bari è nelle mani di due curatori fallimentari. Entro la fine di questo mese la base d’asta per dare la possibilità agli acquirenti di rilevare il club biancorosso.

Infine Spinelli (Livorno) che ai microfoni di Sky Sport, nel pre-gara con la Juventus conferma l’intenzione di voler cedere la società. Qui niente constestazione, ma solo buonsenso.

Piero Giannico

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