VAR a chiamata per Rizzoli, ma non da Champions per Collina


In poche ore due “mostri sacri” del fischietto come Nicola Rizzoli e Pierluigi Collina hanno parlato del VAR in termini differenti

– di Marco Vigarani –

Nicola Rizzoli ha proposto un utilizzo a chiamata del VAR per gli allenatori durante la partita (ph Zimbio)

A stagione conclusa arriva per tutti il tempo dei bilanci. Inevitabile che finisca nell’occhio della critica anche la più grande innovazione tecnologica degli ultimi decenni: il VAR. La moviola in campo sperimentata in alcuni campionati ha ovviamente creato una netta divisioni tra sostenitori e critici ma i pareri espressi nelle ultime ore hanno un valore indubbiamente superiore a qualsiasi chiacchiera.

Intervenuto ad un evento organizzato dall’Università degli Studi di Napoli, il designatore degli arbitri di A Nicola Rizzoli ha spiegato: “Il nostro obiettivo non è quello di eliminare le polemiche e neppure tutte le situazioni che lasciano spazio all’interpretazione: puntiamo ad eliminare gli errori eclatanti. Perché le polemiche fanno parte della cultura italiana e sono anche il bello dello sport. Quello sul VAR è un buon bilancio, sono estremamente contento anche per le prospettive per il futuro perché ci sono margini di miglioramento importanti“. Ecco che arriva quindi una novità decisamente interessante: “Abbiamo chiesto all’IFAB la possibilità, per gli allenatori, di richiedere l’intervento del VAR per due volte nel corso di una partita“.

Pierluigi Collina per il momento non pensa all’utilizzo del VAR in Champions League (ph. Sportyou)

Il capo degli arbitri UEFA Pierluigi Collina ha invece affidato il proprio pensiero a Marca spiegando: “Forse questa stagione ci sono stati meno decisioni corrette del previsto, ma ne prenderemo atto. Il VAR sarà un aiuto, tuttavia quando sarà pienamente operativo nessuno dovrà dubitare che l’arbitro continuerà ad essere il giudice ultimo della partita. Il VAR non è un giudice, né ha potere decisionale. Ora avremo lo utilizzeremo in Coppa del Mondo ovvero per una competizione che si svolge nello stesso Paese e quindi sotto la stessa produzione televisiva. Se andiamo in Champions League invece ci spostiamo in molti Paesi, alcuni dei quali non utilizzano il VAR quindi bisogna mettere insieme un sacco di fattori“.

Riflessioni differenti quanto autorevoli ma che comunque premiano il lavoro fatto nel corso della stagione senza nascondere la necessità di un miglioramento ulteriore. Nonostante le polemiche da bar o da salotti televisivi, il VAR è entrato a pieno titolo tra gli strumenti indispensabili per il calcio del Nuovo Millennio e non si tornerà più indietro.

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