Ventura, debutto da horror. L’Italia non c’è e perde 1-3 con la Francia


La Francia sfata il tabù San Nicola e batte un’Italia spenta e “senza difesa” per 3-1. In gol Martial, Giroud e Kurzawa; inutile la rete azzurra di Pellè

– di Tiziano De Santis –

Giampiero Ventura, c.t. azzurro, cammina a testa bassa davanti alla disfatta dell'Italia con la Francia (ph. Lastampa.it)

Giampiero Ventura, c.t. azzurro, cammina a testa bassa davanti alla disfatta dell’Italia con la Francia
(ph. Lastampa.it)

Doveva essere la sera delle conferme, la sera delle certezze da cui ripartire e su cui ergere le mura della nuova Nazionale di Giampiero Ventura. Dovevano essere i 90 minuti di delizia per un intero stadio che non ha mai visto perdere i propri beniamini davanti ai propri pathos e tifo. Doveva essere una sfilata di gol per far affiorare, ancora più dolce, il ricordo della finale del 9 luglio 2006. Doveva essere Italia-Francia, e invece è stata solo Francia su un terreno di gioco protagonista dell’esordio assoluto di Donnarumma, Rugani e Belotti per noi, del dominio e della vittoria in terra nemica per loro. Un attenuante ci sarebbe, considerando il fatto che gli azzurri, storicamente parlando, si accendono quando serve, nel momento in cui, pertanto, un match vale 3 punti indispensabili per un obiettivo più grosso da raggiungere. Ma i 3 gol subiti dagli undici di Deschamps non può essere scaturito solo da questo: l’Italia, difatti, non è entrata per nulla in campo, sia fisicamente (a causa di una condizione non ancora ottimale visto l’inizio recente del campionato), sia mentalmente. E’ quest’ultimo aspetto che crea non poche preoccupazioni, suscitando seri dubbi in ogni supporter e, probabilmente, anche nella testa del neo c.t. Ventura; è vero che sono stati solo 3 i giorni di lavoro in gruppo per una selezione ritrovatasi troppo a ridosso dell’incontro del San Nicola, ma la domanda che è lecito porsi, a tal punto, diventa: questa Nazionale può competere ad alti livelli con le migliori formazioni del panorama europeo e, in chiave 2018, del mondo? O la forza azzurra, nell’ultimo torneo giocato sino ai quarti di finale era il frutto di una costante presenza, dietro ciascun giocatore, di un grande motivatore come Antonio Conte? E se così fosse, quanto drasticamente potrebbero abbassarsi le prestazioni degli uomini sottostanti, in questo momento, a Ventura? Quesiti piuttosto scomodi da risolvere, alla luce di un cammino appena iniziato, seppur col piede sbagliato.

Anthony Martial esulta dopo il gol dello 0-1 segnato contro l'Italia (ph. It.eurosport.com)

Anthony Martial esulta dopo il gol dello 0-1 segnato contro l’Italia
(ph. It.eurosport.com)

Se, da un lato, l’asse Eder-Pellé funziona alla grande (grazie alla complementarietà dei due nel reparto offensivo) con il leccese autore del gol del momentaneo pareggio, tutto il resto rimane sospeso nel limbo della non quadratura: il blocco Milan è completamente da dimenticare, per non parlare di quello difensivo, punto di forza, sino a due mesi fa, dell’Italia di Antonio Conte. L’assenza di Bonucci si è fatta sentire eccome in mezzo alla retroguardia, ma non può essere solo questo il motivo dei numerosi svarioni di Chiellini, uno che la propria area di rigore la sa, solitamente, proteggere alla grande dagli attacchi avversari. Il 32enne pisano è incappato in errori piuttosto grossolani contro i Galletti di Deschamps, bravi, con Martial e Giroud, ad infilare Buffon per le reti dello 0-1 e del 1-2. In mezzo, l’unica vera nostra occasione sfruttata al massimo da Graziano Pellè: suoi lo stop e la girata vincente sul palo coperto (malamente) da Mandanda; l’assist di Eder condisce il tutto con una dose di intesa notevole tra le due punte. Ma quella di ieri è una Francia molto più avanti di noi e lo testimonia il risultato finale: 1-3 e terza marcatura d’oltralpe partita dai piedi di Kurzawa, svelto nel valorizzare l’assist di Pogba e, con esso, un’incertezza dell’esordiente Donnarumma. Da salvare, insomma, sono solo la corsa di Parolo nel cuore del centrocampo azzurro e la potenza di Candreva, indispensabile nella manovra offensiva grazie a cross e galoppate nocive per i “birilli” avversari. Da rimembrare, invece, è il gesto di un Capitano con la C maiuscola come Gianluigi Buffon: il coraggio nell’affrontare e sminuire, con un lungo ed assordante applauso, la bordata di silenziosi fischi partoriti dai fan di casa al riecheggio della Marsigliese diventa la forza di insegnare il rispetto ai non pochi che ancora non lo conoscono. A lunedì sera, giorno del primo incontro di qualificazioni ai Mondiali russi del 2018 mancano solo poco poco meno di 72 ore: Israele non è sicuramente la Francia, ma sarà bene che anche l’Italia non sia la stessa di ieri sera, per iniziare bene l’avventura che conta e che non può vederci partire col piede sbagliato.

 

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