Verdi e Donadoni, destini intrecciati in rossoblù


I rinnovi di Verdi e Donadoni viaggiano su binari paralleli: il ruolo di Branchini e Saputo, le garanzie tecniche per il futuro

– di Marco Vigarani –

L’agente Giovanni Branchini ha un ruolo importante nei due rinnovi (ph. Tuttomercatoweb)

Al rinnovo annunciato ieri di Simone Verdi si unirà entro brevissimo quello di Roberto Donadoni per disegnare il nuovo futuro rossoblù. Non è assolutamente un caso che fantasista ed allenatore abbiano portato avanti parallelamente le trattative e che si sia giunti all’accordo praticamente in contemporanea. La spiegazione più semplice è legata alla figura dell’agente Giovanni Branchini che cura insieme al collega Donato Orgnoni gli interessi di Verdi e che ormai da anni segue ufficiosamente anche quelli di Donadoni. Il rinomato procuratore è diventato nell’ultimo anno un frequentatore abituale di Casteldebole avendo collaborato anche all’articolata operazione a quattro mani tra Italia e Canada che ha portato Blerim Dzemaili prima in rossoblù poi oltreoceano. Branchini però ha aiutato Bigon anche nell’ultimo giorno dello scorso calciomercato estivo proponendo la soluzione Alfred Gomis in sostituzione dell’infortunato Mirante ed ancora oggi sta operando quotidianamente a metà tra Bologna e Milan per trovare un’intesa per il futuro di Andrea Poli con vista sul Canada.

Simone Verdi quest’anno ha trovato anche l’Azzurro grazie al lavoro fatto con Donadoni (ph. allthescores)

Non basta però la figura di Branchini a spiegare le ragioni più profonde del legame esistente tra Donadoni e Verdi. Per provare ad andare oltre basti pensare al momento dell’acquisto del fantasista da parte del Bologna: era lo scorso 11 luglio ed in tanti si meravigliarono della scelta di muoversi con così ampio anticipo su un obiettivo teoricamente secondario come un ragazzo reduce da un’annata altalenante tra Eibar e Carpi. Evidentemente il tecnico bergamasco allora era già talmente convinto delle potenzialità di Verdi da chiedere alla propria dirigenza di chiudere subito l’operazione e mettergli a disposizione dai primi giorni di ritiro un ragazzo che è immediatamente diventato un cardine del progetto tattico. Al punto da far acconsentire a malincuore alla cessione di Brienza. Da ex stella milanista, Donadoni ha visto nello “scarto” rossonero Verdi la qualità necessaria al proprio gioco, ha ravvisato nei suoi piedi educati l’estro indispensabile per far girare alla perfezione i meccanismi di una squadra creata con poco talento e che infatti ha patito tremendamente l’infortunio del proprio numero 9.

Roberto Donadoni e Simone Verdi, intrecci di futuro in rossoblù (ph. Schicchi)

Ecco allora che il futuro dell’allenatore a Bologna si lega a quello del suo fantasista, le trattative per il prolungamento contrattuale vanno di pari passo ed il lieto fine avviene quasi in contemporanea. Nonostante la volontà del ragazzo che ha sempre detto di voler restare sotto le Due Torri, la rincorsa al rinnovo con adeguamento non è stata facile in particolare per la volontà del club di non appesantire troppo il monte ingaggi o di generare una reazione a catena nelle pretese degli altri procuratori. Donadoni però ha incassato più volte la fiducia pubblica del presidente Saputo che poi nella conferenza stampa di fine stagione ha indicato proprio in Verdi (insieme a Di Francesco) un punto cardine della nuova stagione dichiarandolo incedibile. Ora ecco che tutti i tasselli trovano la loro giusta collocazione: legare il fantasista al Bologna è una garanzia firmata al proprio allenatore sulla volontà di allestire una rosa più competitiva e maggiormente aderente alle sue richieste. Si andrà allora avanti insieme idealmente almeno per altri due anni nella speranza di fare quei progressi finora dichiarati ma rimasti poco più che teorici.

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