Verdi e quel no che ha rianimato la fiamma dell’orgoglio rossoblu


Verdi ha scelto di restare a Bologna generando un risveglio dell’orgoglio rossoblu. I motivi della scelta e le future opportunità del ragazzo

– di Marco Vigarani –

Simone Verdi ha deciso di restare a Bologna: i tifosi rossoblù festeggiano con orgoglio (ph. Zimbio)

Retrocessioni amare, cessioni sanguinose, sconfitte umilianti: ecco la sintesi purtroppo realistica degli ultimi anni della storia del Bologna. Alle 12 di ieri però una magica spugna ha lavato via tutti i dispiaceri ridando fiato ai polmoni di un’intera città mai come oggi orgogliosa dei propri colori. È bastata una decisione di un ragazzo di Bronte che di mestiere fa il calciatore e che fino ad un paio d’anni fa era solo uno dei tanti talenti sparsi nel calcio di provincia. Simone Verdi ha rifiutato la proposta del Napoli e con essa anche l’accordo già raggiunto dai partenopei con il Bologna ma allo stesso tempo ha improvvisamente donato nuova vita alle nostalgie di un calcio romantico che tutti pensavano defunto. Paragonato subito all’icona Bulgarelli che scelse di rinunciare al Milan, l’attaccante proveniente proprio dal club rossonero ha mostrato che si può ancora parlare di progettualità, che i soldi non possono comprare tutto e che la coerenza e la gratitudine sono valori in grado di resistere anche in un mondo effimero come quello del pallone.

Nelle ultime ore i social, i bar e le piazze riecheggiano di sorrisi per il campioncino che ha scelto di resistere ed ovviamente piovono proposte: la fascia di capitano, l’aumento salariale, il rinnovo a vita. In realtà giova anche riportare tutto ad una dimensione più concreta: Verdi non ha giurato amore eterno al Bologna ma certamente ha mostrato più rispetto di tanti professionisti transitati in questi anni da Casteldebole. Vuole restare a giocare a calcio con i suoi compagni e mettersi come sempre a disposizione del tecnico che gli ha consentito di esplodere spostandolo all’ala destra ma poi a giugno ascolterà nuovamente le sirene del mercato. Lo farà con la consapevolezza di non aver lasciato un lavoro a metà e con l’appoggio di un club che ancora oggi non può prescindere dalle cessioni dei pezzi pregiati della rosa per guardare al futuro. Nonostante il pensiero di grandi firme del giornalismo italiano, ci saranno quindi altre occasioni per Verdi e magari saranno ancor più allettanti perchè è chiaro che queste settimane di battage hanno portato il suo nome anche sui taccuini dei direttori sportivi oltre confine.

Maurizio Sarri non è stato una garanzia sufficiente a convincere Simone Verdi ad accettare Napoli (ph. Zimbio)

Come detto, la scelta però non è stata dettata da amore cieco ma da motivazioni concrete e razionalmente condivisibili ma che in queste ore vengono spesso scambiate per debolezze. Verdi ha un ruolo di primo piano nel Bologna ed è consapevole che, nonostante la stima e le rassicurazioni di Sarri, a Napoli non sarebbe stato possibile ottenere lo stesso minutaggio neanche scalzando uno dei titolarissimi azzurri. E poco importa che non ci sia un Mondiale da giocare in estate: chi ama giocare a pallone non vuole stare seduto in panchina. Ha rifiutato la concorrenza? Forse sì, ma per provare a misurarsi con essa quando si riterrà all’altezza di vincere la sfida. Non dimentichiamo infatti che il 9 rossoblù non ha ancora disputato un’intera stagione in Serie A visto che l’anno scorso venne bloccato da un infortunio. Inoltre la presenza di Sarri poteva essere una garanzia ma anche una condanna: nel caso in cui la rincorsa allo Scudetto non dovesse aver successo ecco che a Napoli l’avvicendamento in panchina sarebbe scontato ed un nuovo tecnico potrebbe chiedere altri uomini alla dirigenza. Si tratta di un ulteriore rischio che Verdi non può e non deve correre.

Perchè quello che tutti dimenticano è che Simone è giovane ma non è un ragazzino alle prime armi. Si tratta di un 25enne che ha già vissuto momenti difficili masticando il pane duro della panchina e dei prestiti senza sbocchi temendo probabilmente di poter diventare l’eterna promessa incompiuta. A Bologna ha detto chiaramente di sentirsi pronto per diventare finalmente quella farfalla che tutti hanno intravisto dalle fessure della crisalide ma della quale nessuno può prevedere l’apertura alare e le capacità di volo. Per tanti campioni venuti a godersi la pensione in rossoblù, Verdi ha deciso di prendersi il suo tempo per provare a spiccare il volo partendo da qui e la sua decisione ha davvero fatto brillare d’orgoglio gli occhi di intere generazioni di tifosi. Un patrimonio che nessun aumento di capitale può comprare e che non può essere implementato con studi di settore e business plan.

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