Verdi spariglia di nuovo le carte a Saputo. Il progetto? Se vendi, compri. Non viceversa


Il punto della situazione dopo la vittoria sul Verona e le parole spese da Verdi e Bigon sul presente e sul futuro del Bologna

– di Alberto Bortolotti – 

Non è poi mica vero che dal Bologna escano solo segnali che inducono alla calma piatta, tutto scontato, professionale e un po’ prevedibile come da caratteristiche caratteriali dei maggiorenti di Casteldebole.

A fine stagione solo Donadoni potrà decidere di lasciare il Bologna (ph. Zimbio)

Per la seconda volta spariglia le carte sul tavolo Simone Verdi, il quale a gennaio contraddice nientepopodimenoche Sua Altezza Joey Saputo (il quale gli aveva messo il cartellino al collo) e a marzo addirittura i 3/4 della tifoseria appoggiando visibilmente il mister.

Se parla Orsolini, con tutto il rispetto, conta il giusto. Quando prende la parola il miglior giocatore o va ad abbracciare il mister bisognerà pure che se ne tenga conto e gli oppositori aprioristici se ne facciano una ragione. Il neo confermato Bigon gigioneggia un po’ nell’intervista al Carlino come periodo richiede, ma in sostanza si capisce bene che l’assetto è quello e non muterà. A meno che non sia lo stesso tecnico a salutare. Eventualità oggi improbabile.

In realtà nelle ultime ore non sono le parole del diesse a generare notizie succulente. Sì, Bigon tratteggia la squadra del futuro senza però dare troppe indicazioni.

Sono due spunti giornalistici a fornire piuttosto materia di riflessione. Emilio Marrese va in tv a dire di non aspettarsi da Saputo investimenti sul mercato e questo aspetto non rappresenta una novità, ma esplicitato da un giornalista bravo e con buone antenne a Casteldebole rappresenta la certificazione su quanto si paventava ma non si voleva accettare: se vendi, compri. Non viceversa.

Il sottoscritto incrocia Lepore il quale fissa con una certa nettezza la deadline per il progetto stadio. Intanto, che sia un progetto, non uno schemino con indicazioni vaghe: planimetria, costi, garanzie fideiussorie. A giugno, basta con i rinvii sine die. Sennò ne parleranno con il prossimo sindaco (con il quale Saputo si vedrà al suo ritorno a Bologna: con il Milan?). Irritati, a Palazzo d’Accursio? No, ma neanche contenti dell’andazzo.

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