Verdi verso la cessione: il mondo ribaltato in sette giorni


In una settimana si è passati dalle certezze di Verdi sulla permanenza all’apertura alla cessione da parte di Saputo: un nuovo caso scuote il Bologna

– di Marco Vigarani –

“A gennaio non mi muovo da Bologna”. Parole e musica di Simone Verdi, 11 dicembre (ph. Zimbio)

Simone Verdi non è formalmente il capitano del Bologna, ma le responsabilità delle quali è stato investito lo avvicinano molto a tale ruolo. Non si tratta soltanto di leadership tecnica in campo ma anche di immagine: è lui molto più di chiunque altro il volto del club a livello mediatico. Che si tratti del postpartita in zona mista o di un’ospitata alla Domenica Sportiva, Verdi spesso è protagonista in nome e per conto del resto della squadra e le sue parole sono sempre sensate, difficilmente banali, mai fuori luogo. Proprio ai microfoni della Rai il ragazzo a fine novembre diceva che “il Bologna è la mia dimensione” poche settimane dopo aver indicato il club rossoblù come “la mia Nazionale“. Perchè è normale che tutti cerchino di spingere il calciatore di maggior talento a parlare del futuro ma quando il protagonista stesso intervenendo a Sky spiega che “a gennaio non mi muovo da Bologna e non è detto che non resti in rossoblu per altri anni” ecco che ogni castello di carte crolla dalle fondamenta ed il tifoso rianima la propria speranza di vedere Casteldebole come un punto d’arrivo e non soltanto di transito. Era l’11 dicembre.

“Non dico che Verdi non possa partire a gennaio. Sarà difficile per noi lavorare senza lui” Joey Saputo, 18 dicembre

Il luogo comune vuole che siano gli agenti i veri burattinai del destino dei propri assistiti ma se anche così fosse (e nutriamo forti dubbi vista la serietà dei professionisti coinvolti) ecco che le ultime dichiarazioni di Donato Orgnoni andavano sempre nello stesso senso: “Simone sta pensando alla stagione con il Bologna ed è felice dov’è. Abbiamo un contratto fino al 2021“. Sembravano allora esserci davvero tutti gli elementi non dico per un lieto fine ma almeno per una bella storia d’amore da vivere insieme ed invece arriva l’imprevisto: il multimilionaro presidente Saputo. Nel contesto felice e spensierato della cena di Natale le sue dichiarazioni di ieri sera (18 dicembre) sono state una coltellata al cuore per migliaia di tifosi rossoblù che speravano di aver archiviato l’epoca delle cessioni a tutti i costi che coinvolgevano chiunque si dimostrasse vendibile. “Su Verdi non c’è solo il Napoli ma è difficile per noi prendere delle decisioni così importanti. Bigon sta lavorando in questo senso, lascio a lui il compito di decidere. Non dico che Verdi non possa partire a gennaio: di sicuro dobbiamo valutare le offerte e i nostri programmi. Sarà difficile per noi lavorare senza lui“. Game, set, match.

A maggio 2017 fu Dzemaili ad essere ceduto prima della fine del campionato per raggiungere Montreal (ph. Zimbio)

Poco conta che negli interventi successivi Fenucci e Bigon abbiano provato a far rientrare il caso nei paletti del politically correct che ormai da anni permea ogni riflessione ufficiale in uscita da Casteldebole. Anche perchè Saputo non solo conosce abbastanza bene l’italiano da comprendere il senso delle proprie dichiarazioni ma ha una caratteristica in comune proprio con Verdi: non parla mai a caso. In una sola settimana è cambiato di nuovo tutto e stavolta la prospettiva di una cessione è assolutamente concreta ed ancora una volta il Bologna italo-canadese si appresta a rinunciare al proprio miglior giocatore a stagione in corso. A maggio 2017 fu Dzemaili a rispondere alla chiamata di Montreal proprio su richiesta di Saputo, a gennaio probabilmente sarà Verdi per consentire al club felsineo una robusta plusvalenza pur al netto del 20% sulla futura rivendita da riconoscere al Milan. Lo scenario più probabile vede il Bologna arrivare a metà gennaio, controllare il distacco dalla zona retrocessione e poi chiudere l’operazione probabilmente con il Napoli dando un colpo pesantissimo all’orgoglio di una città ma anche alle motivazioni della squadra per la seconda parte del campionato. Se poi verrà replicato il finale scialbo dell’ultima stagione, ricordiamoci della settimana appena trascorsa prima di chiedere la testa di Donadoni.

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *