Verona-Bologna, focus oltre la partita


Gli applausi a Maietta, la contestazione al Verona: vediamo quello che è successo, al di là del risultato, in Verona-Bologna

– di Luigi Polce –

Verona-Bologna 0-2, è ormai storia. Provando però ad andare oltre quanto successo nei 90′, la partita ha raccontato anche altri due episodi, due facce della stessa medaglia rappresentata appunto dalla partita del Bentegodi.

Bella accoglienza per l'ex Mimmo Maietta (ph. zimbio)

Bella accoglienza per l’ex Mimmo Maietta (ph. zimbio)

Il primo fatto da rilevare è sicuramente la straordinaria accoglienza che tutto il pubblico veronese ha riservato a Mimmo Maietta. 119 presenze, la fascia di capitano e il doppio salto dalla Lega Pro alla massima serie non si possono dimenticare facilmente, e ieri tutto lo stadio lo ha dimostrato dal primo all’ultimo istante. Già nel riscaldamento, in mezzo ai consueti fischi indirizzati alla squadra ospite sono emersi cori per Mimmo, acclamato anche durante la lettura delle formazioni da parte dello speaker. Il momento più toccante, senza dubbio, è stato però il saluto finale, quando tutto lo stadio – nonostante la cocente sconfitta -, si è alzato in piedi e ha sommerso di applausi Maietta, l’ultimo a uscire dal terreno di gioco con gli occhi lucidi per la gioia. Un mix di emozioni difficilmente ripetibile che ha scosso (positivamente, ovvio) il centrale rossoblù, transitato in zona mista ancora visibilmente frastornato da cotanto affetto.

Lo sconforto dei calciatori del Verona, duramente contestati a fine partita (ph. zimbio)

Lo sconforto dei calciatori del Verona, duramente contestati a fine partita (ph. zimbio)

Lo stesso tifo gialloblù, d’altro canto, non ha avuto uguale atteggiamento nei confronti della propria squadra. L’ultimo posto in classifica e una media di 0,5 punti a partita hanno fatto esplodere la protesta, dopo 90′ di cori continui a supporto della squadra di Mandorlini. Subito dopo il fischio finale infatti, i giocatori di casa sono andati a salutare in maniera sommessa la propria curva, quasi a voler chiedere scusa. Si sono ritrovati invece ad ascoltare, in religioso silenzio, la rabbia di un pubblico ormai stufo: Pazzini, Hallfredsson e tutti i loro compagni sono rimasti per lunghi, interminabili secondi a fissare il vuoto e a chiedersi il perchè di una situazione ai limiti del surreale. Gli stessi tifosi si sono poi radunati fuori dallo stadio, per esprimere (in modo assolutamente pacifico) il proprio dissenso alla squadra, che quando ha lasciato lo stadio si è trovata uno striscione che sa molto di sentenza: “Tutti colpevoli”. Applausi e fischi: c’è stato davvero di tutto nel pomeriggio del Bentegodi.

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *