Verso Euro 2016 con la Nazionale del 2014


Più di metà della rosa di Conte è identica a quella di Prandelli nel 2014: la Nazionale non cambia ed anzi ripropone anche scelte del 2012 e del 2010

– di Marco Vigarani –

Thiago Motta ancora in Nazionale (ph. Zimbio)

Thiago Motta ancora in Nazionale: l’immagine del fallimento del progetto di Conte (ph. Zimbio)

Lanciarsi verso il futuro cancellando ogni legame con il passato è spesso un azzardo, ma farlo restando ancorati a troppe certezze può risultare un errore altrettanto fatale. Soprattutto quando si parla di calcio non essere in grado di evolversi e di saper seguire l’evoluzione delle generazioni si trasforma ben presto in un limite. Ieri sera il ct Antonio Conte (o meglio l’allenatore del Chelsea) ha diramato le convocazioni definitive dei 23 atleti che prenderanno parte alla spedizione di Euro 2016 ma in realtà a molti è sembrato semplicemente di rileggere i nomi proposti dal predecessore Cesare Prandelli alla vigilia dell’avventura del Mondiale brasiliano del 2014. Sono passati già due anni da allora, sono stati spesi diversi milioni per assicurarsi le prestazioni dell’ex tecnico juventino e alla fine il risultato è abbastanza deludente: 13 calciatori della lista di oggi comparivano anche in quella stilata nel 2014 per una delle spedizioni più fallimentari della storia del calcio italiano conclusa con l’eliminazione al primo turno per mano della Costa Rica. Buffon, Sirigu, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Darmian, De Sciglio, Candreva, De Rossi, Parolo, Thiago Motta, Insigne e Immobile: ecco i confermati a ventiquattro mesi di distanza. Tale elenco è inoltre stato sicuramente accorciato dalle assenze obbligate per infortunio di Marchisio e Verratti. Ma è davvero possibile che in questo lasso di tempo non sia emerso alcun calciatore di nazionalità italiana preferibile ad esempio a Thiago Motta che era già partito con la Nazionale alla volta degli Europei del 2012? A proposito dell’ultima edizione della massima competizione continentale, rivediamo oggi nella lista degli Azzurri anche un paio di ritorni a quattro anni di distanza come Ogbonna e Giaccherini mentre risalendo addirittura al Mondiale del 2010 targati Lippi ritroviamo anche la convocazione del portiere Marchetti. Sommando tutti questi ritorni si arriva alla somma di ben 16 atleti su 23 che ormai da sei anni, pur con alterne fortune, si accaparrano la maglia dell’Italia a prescindere dal nome del ct e quindi le novità si riducono appena a 7: Florenzi, Sturaro, Bernardeschi, El Shaarawy, Eder, Zaza e Pellè. Ecco, secondo i canoni della FIGC e di Conte, gli unici volti nuovi che il calcio italiano ha saputo proporre negli ultimi anni.

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *