Verstappen vince a Sepang. Vettel ci prova ma Hamilton ipoteca il Mondiale


Bella prova di forza del giovane Verstappen sul circuito di Sepang. Hamilton arriva secondo e vola a +34 su Vettel, quarto. Completa il podio Ricciardo

– di Alberto Bortolotti –

Ha compiuto 20 anni e ha messo la testa a posto. Almeno in apparenza. Max Verstappen a Sepang compie su Lewis Hamilton, che in quel momento ha il motore depotenziato, un sorpasso monstre e va a vincere il gran premio.

Il podio del GP di Malesia con Verstappen, Hamilton e Ricciardo (ph. Zimbio)

L’inglese controlla corsa e non deve forzare. Il secondo posto gli vale un vantaggio su Vettel di 34 punti. Se il tedesco le vincesse tutte, le prossime 5, sarebbe campione del mondo: un sogno, più che una possibilità. Ecco il commento del campione del mondo Hamilton: “Max era consapevole di essere più veloce di me ed ha fatto di tutto per salire in prima posizione. Ho cercato di rendergli il sorpasso difficile, ma il mio obiettivo oggi era di portare a casa il maggior numero di punti. Forse avrei potuto resistergli di più, ma avrei anche rischiato. La prestazione delle Red Bull non mi ha sorpreso, mentre noi dovremo discutere dei problemi che abbiamo avuto in questo weekend prima di scendere in pista a Suzuka. Sappiamo che quando le temperature sono alte soffriamo, mentre con un asfalto più fresco non abbiamo particolari difficoltà“.

Sul podio va Ricciardo che contiene l’ultimo sforzo del ferrarista in rimonta, partito in fondo e buon quarto al traguardo. Ecco le parole espresse a fine gara da Sebastian Vettel: “Ho avuto una buona partenza, ma alla prima curva ho evitato per poco un contatto con una Toro Rosso che non mi ha visto, ed ho rischiato di danneggiare l’ala anteriore. Non è stato così semplice rimontare, perché a volte anche le monoposto che mi precedevano avevano a disposizione il DRS, quindi ho dovuto accodarmi al ‘treno’ ed attendere il momento giusto per ogni sorpasso. Ho percorso molti giri dietro Alonso, e finalmente quando sono riuscito a passarlo è andata molto meglio, perché per le posizioni successive ho potuto attaccare avversari che non avevano a loro volta a disposizione il DRS. Poi ho spinto molto per raggiungere Ricciardo, e ho pensato che ci fosse una chance per superarlo. Ne era convinto, anche se ero cosciente che non avrei avuto una buona efficienza di gomme ancora per molti giri. Ho provato l’attacco, ma sapevo che dopo quel tentativo avrei dovuto gestire la monoposto per concludere la corsa. In quanto alla difesa (di Ricciardo) mi è sembrata eccessiva la sua manovra di chiusura all’interno. Si è mosso all’ultimo momento, ma fortunatamente avevo ancora spazio per evitare la sua monoposto, ma non era così scontato che lo avessi. Questa volta gli è andata bene, la prossima magari non sarà cosi”.

Raikkonen neanche si allinea, la strage delle power unit di Maranello, ultima quella del finlandese, perfeziona un weekend da incubo.

Completano i primi 10 la Mercedes di Bottas, la Force India di Perez (decimo il compagno Ocon), poi il baby prodigio Vandoorne su McLaren e le due Williams: Stroll e Massa.

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