Villa ai giocatori del Bologna: Onorate la maglia rossoblù.


E’ rimasto ‘mitico’ anche per i ragazzini del settore giovanile della scuola di calcio Città di Casalecchio che ogni giorno lo incrociano agli allenamenti. Renato Villa è il mito vivente del Bologna, il guerriero che stoicamente restava in campo anche se prendeva la classica botta in un contrasto e guardava negli occhi l’avversario. Si rivede in Diego Perez.

Renato Villa mostra la sua grinta a Marco van Basten

Renato Villa mostra la sua grinta a Marco van Basten

“Ho giocato con la febbre a 38 e 39 diverse partite in carriera – ci ha spiegato Villa – e indossare la maglia del Bologna era per me un onore e un privilegio. Non volevo mai uscire dal campo, dovevo dare tutto e dimostrare ad ogni partita che mi meritavo la fiducia della società e del pubblico”. La classifica di questo Bologna è impietosa, specie dopo il disastro contro il Chievo. “Questa squadra è in grossa difficoltà però sono convinto che ce la possa fare a salvarsi. I ragazzi devono però trovare tranquillità e concentrazione e capire che devono stare lì con la testa. Anche ai miei tempi ho vissuto una situazione simile. All’epoca quando siamo retrocessi si dava la colpa agli infortuni di Bonini, De Marchi, la sfortuna e gli arbitri. Gli unici colpevoli eravamo noi giocatori che non riuscivamo a vincere le partire e siamo scesi in B. Bisogna assumersi sempre le responsabilità”. In nome della tradizione e del blasone: “Si, chi viene a giocare a Bologna deve onorare una maglia storica. Perez, ad esempio, è uno di quei giocatori che mi assomiglia per grinta e per l’anima con la quale incarna lo spirito del lottatore. Non sarà magari il Perez di qualche anno fa, ma è uno che in campo non molla mai”.

Parole d’amore poi per il popolo rossoblù: “Abbiamo una delle tifoserie probabilmente più calde e corrette di tutta la serie A. E’ un pubblico attaccato alla maglia che lotta insieme alla squadra e che scende in piazza per dimostrare il proprio amore alla storia del Bologna. Non è una questione di uomini, ma dei colori rossoblù. Poi a me ha dato tantissimo ed e’ parte della mia vita di uomo ed ex atleta”.

Renato Villa, difensore del Bologna dal 1986 al '92.

Renato Villa, difensore del Bologna dal 1986 al ’92.

Villa analizza il cambio di allenatore: “Si cambia tecnico quando non c’è più feeling. Pioli ha fatto un grande lavoro, ma ad un certo punto non aveva più in mano la squadra. Poi c’erano giocatori non adatti al suo gioco ed era probabilmente entrato in attrito con 5-6 giocatori della squadra. Resta un signor allenatore che ha dato molto al Bologna. Con Ballardini abbiamo visto tornare in campo 4-5 calciatori messi magari ai margini. Bravo sicuramente a stimolarli. Ha rivalorizzato Lazaros, oggi uno dei più continui”.

E conclude: “Bisogna uscire dal campo con la maglietta inzuppata di sudore e sapere di aver dato il 110%. E’ ciò che insegno ai miei ragazzi anche ai camp estivi che organizzo ogni anno con alcuni amici ex calciatori come Pasculli, Anaclerio, Cusin e tanti altri tra la Sardegna, Sestola e Sassoferrato”.

Piero Giannico

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