Villareal e Sassuolo, modelli di calcio tra ceramica e futuro


Interessante similitudine tra il nostro Sassuolo ed il Villareal, realtà di calcio legate inscindibilmente all’industria locale anche se con prospettive diverse

– di Alberto Bortolotti –

Giorgio Squinzi, patron del Sassuolo (ph. Itasportpress)

5 minuti di treno. E’ quanto dista Vila-real, una delle capitali del calcio spagnolo, da Castellon, una delle capitali mondiali della ceramica.

Seguendo una lezione molto interessante fatta dai colleghi di Ceramicanda per l’Ordine dei Giornalisti, si è appreso che il mondo della ceramica è diviso in distretti, Sassuolo per l’Italia, Castellon per la Spagna, più altre località indiane e cinesi .

Sassuolo e Castellon hanno in comune lo sviluppo e la promozione del distretto tramite il calcio. Curiosamente, entrambe in leggera trasferta, i “castellonesi” a Vila-real e i sassolesi a Reggio.

Fernando Roig Alfonso, proprietario dei colossi Pamesa e Porcelanosa, è l’attuale presidente del Villareal. Giorgio Squinzi, proprietario di Mapei, è presidente del Sassuolo. E anche se l’italiano non produce piastrelle, ma collanti, il settore è il medesimo.

Fernando Roig Alfonso, proprietario del Villareal (ph. Celebrity Family)

Con mossa che potremmo definire ultra-saputiana Roig (che acquisì il club nel maggio ’97) ha addirittura perfezionato da poco una seconda Ciudad Deportiva per crescere i suoi canterani (Squinzi ancora su questo terreno non si è avventurato): in totale sono 13 campi di allenamento!

Da ricordare che il Villareal ha fatto 12 partecipazioni a Coppe europee in 14 stagioni (una sola il Sassuolo), vincendo due Intertoto e raggiungendo la semifinale di Champions. Non male per i leader di un distretto ceramico da meno di mezzo milione di abitanti: evidentemente si può fare calcio di livello anche senza essere il Real o la Juve.

110 milioni corrispondono al fatturato del club valenciano (il doppio del Bologna, per indicare un termine di paragone), 92 i costi, margine operativo 18 milioni che testimonia di una gestione virtuosa. Da notare la sobrietà dell’intitolazione dell’impianto del Villareal, nome storico Madrigal e che ora si chiama “Estadio de la Ceramica”: così non indulge a “marchette” tanto di moda nel calcio nostrano ma anche nel celebratissimo – non sempre a proposito – football britannico. In pratica, tutte le aziende del comprensorio ne hanno finanziato la ristrutturazione e il nome è “neutro”.

Carlos Bacca, acquisto di prestigio dell’estate 2017 del Villareal (ph. Futbolred)

Impietoso, a favore degli iberici, il confronto sui diritti tv, che porta nelle casse del Villa 54 milioni, a fronte dei 31 dei neroverdi sassolesi (al club rossoblù petroniano ne toccano 36). Chiaro che, se non interviene una improbabilissima modifica della torta, il gap verso i club europei – se non gemelli, almeno comparabili, perfino nella popolazione: 41000 a Vila-real, 56000 a Sassuolo – cresce ancora a sfavore delle società italiane.

Sarebbe interessante misurare (e può darsi sia avvenuto, ma non pubblicizzato) l’impatto in termini di vendita dei marchi esibiti sulle maglie, e nel mercato interno e in quello continentale (altro dato emerso dal seminario di Ceramicanda: le piastrelle vengono vendute nell’arco di 900 km, questo significa Nord Africa, Portogallo e Francia del Sud per le aziende valenciane, Italia, ex Jugoslavia, paesi “tedeschi” e slavi del centro Europa, Francia dell’est e Benelux per il distretto sassolese). Di sicuro il caso è curioso e dimostra solo che il calcio attraversa tutte le attività e tutti gli interessi della comunità umana.

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *