Vinales domina in Argentina, Rossi storico secondo. Out Marquez e Lorenzo


Secondo successo stagionale per Vinales in Argentina davanti al compagno Rossi. Fuori gli spagnoli Lorenzo, Marquez e Pedrosa

– di Alberto Bortolotti –

In Argentina vince ancora Vinales su Yamaha (ph. MotoGP.com)

Maverick Vinales era il grande favorito per la vittoria del GP d’Argentina di MotoGP. E anche una volta il nuovo arrivato in casa Yamaha non ha deluso le aspettative, firmando la sua seconda  affermazione stagionale in altrettante gare.

Va detto però che oggi probabilmente Marc Marquez gli ha facilitato il compito, finendo ruote all’aria alla curva 2 dopo appena quattro giri quando era partito davvero a cannone dalla pole position. Dietro di lui però è stata bella la lotta per la seconda posizione, che ha avuto per protagonisti il già citato Crutchlow e Valentino Rossi. A sei tornate dalla bandiera a scacchi il “Dottore” ha trovato il varco giusto alla curva 5 ed è riuscito a sopravanzare Crutchlow. Ha detto alla fine il fenomeno di Tavullia:  “Noi lavoriamo sempre molto per fare il passo. Avendo una certa età mi piace capire quello che faccio e sfruttare tutto il tempo che ho a disposizione per avere la moto a posto alla domenica. Però è sempre un rischio, bisognerebbe essere un po’ più forti da subito“.

Sono Yamaha anche Johann Zarco e Jonas Folger, rispettivamente quinto e sesto per i colori del Team Tech 3. Lontano dai punti Iannone, punito forse ingiustamente per jump start, sedicesimo alla fine, e a gambe all’aria pure Lorenzo e Pedrosa.

Il maiorchino ducatista ha analizzato le cause della sua partenza problematica: “La prima volta che ho provato la Ducati a Valencia. aveva una sella molto alta rispetto a quanto ero abituato e avevo chiesto di abbassarla, ma alla fine penso sia stato un errore.  A causa di questa scelta ho perso molti mesi cercando carico all’anteriore e credo che sia meglio una sella alta, la proverò domani in gara. Parliamo di qualche centimetro in altezza e cambia anche la sua forma”. Questa nuova posizione di guida dovrebbe fargli trovare la fiducia persa. “La parte posteriore ha una diversa forma che mi impedisce di alzarmi, perché quando succede si scarica l’anteriore e il comportamento della moto peggiora – continua la spiegazione – Con questa moto ho capito che devo guidare all’opposto di come ero abituato e poco a poco sto capendo cosa va meglio e cosa va peggio”.

Vittoria in Moto2 di Morbidelli, al comando della classifica mondiale, su Oliveira, Luthi e Bladassarri. Sesto Corsi e settimo Bagnaia.

In Moto3 Mir precede McPhee e Martin, quinto Migno e settimo Fenati.

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