Virtus e Fortitudo ancora vincenti nel nome di Gentile e Mancinelli


Proseguiamo il nostro viaggio parallelo tra le due formazioni di quella che fu Basket City: ecco il momento di Virtus e Fortitudo

– di Luca Corbelli –

Virtus e Fortitudo vincono entrambe, la prima si porta a 2 vittorie consecutive, la seconda a 3 e conserva il primato in classifica con Trieste, la maggiore antagonista di questo campionato.

Ancora Alessandro Gentile protagonista in bianconero anche a Pesaro (ph. Virtus)

La Virtus gioca e vince in quel di Pesaro una partita “semplice” perche l’infortunio del suo giocatore più in forma, Moore, indirizza verso una bella discesa il sabato sera bianconero. Nonostante questo e il fatto che a mio avviso la gara sostanzialmente non sia mai stata in discussione tranne un brevissimo minuto, si sono evidenziati 3 aspetti in questo momento fondamentali. Il primo è che Gentile, anche se non fa canestro da 3 punti, è in questo momento il miglior marcatore del campionato italiano con quasi 20 punti di media a partita (19,7). È vero che sono state giocate solo tre gare ma questo è un bell’indizio. Il secondo è che il gruppo che ha ottenuto la promozione fatica e non poco a tenere il passo gara dei nuovi arrivati: ciò comporta un disequilibrio importante in termini di produttività nel corso della partita. Il terzo riguarda la squadra nel suo complesso che pare aver assorbito senza particolari traumi le nuove gerarchie in termini di ruoli e di importanza.

Cosa mi piace: la divisione dei minutaggi e l’impronta di squadra
La distribuzione dei minuti (35 per Gentile, 32 a testa per Aradori e Lafayette, 25 Ndoja, 24 Slaughter e via tutti gli altri fino ai 13 minuti di capitan Rosselli) dimostra che l’impronta di squadra è sicuramente frutto della coesione che si è portato dietro il gruppo che ha vinto lo scorso campionato, ma anche di chi lo ha messo insieme e ne tira le fila ovvero coach Ramagli.

Cosa non mi piace: la divisione dei tiri e la condizione di Rosselli
I 23 tiri totali presi da Gentile e le due stoppate subite da Rosselli, il primo sicuramente trascinatore, il secondo con esecuzioni troppo lente per il gradino di crescita del campionato tra l’anno scorso e quest’anno.

 

Mancinelli sta trascinando i compagni della Fortitudo (ph. Resto del Carlino/Petrangeli)

La Fortitudo vince una bellissima partita in quel di Ferrara che gli consente di rimanere in testa al campionato in coabitazione con Trieste. Un organico decisamente superiore in termini di profondità (ma non di centimetri e chili) ha avuto la meglio sia a livello di gioco che di percentuali al tiro su una squadra come Ferrara, ben allenata e ben allestita, dove spiccano per qualità Cortese, Rush e Hall. Anche per questa partita ci sono da evidenziare tre aspetti in questo momento fondamentali. Il primo è la condizione esagerata di capitan Mancinelli in questo momento del campionato: 89 minuti giocati complessivi, quasi 30 per gara con un 70% al tiro da 2 punti (16 su 23) e 23 rimbalzi che ne fanno il miglior rimbalzista della squadra e ben 18 assist (6 a gara). Il secondo è l’ingresso perentorio di Amici sulla scena con 15 punti, di cui 8 su 8 ai liberi e tanta personalità: questo a mio avviso potrebbe essere l’ago della bilancia della stagione della Fortitudo. Il terzo è la crescita di Fultz visto che con lui in campo la Fortitudo volava. Personalità, scelte di tiro perfette, letture da manuale: un piacere guardarlo giocare. E con lui in campo McCamey può giocare nel suo ruolo naturale di guardia dove è devastante, per fisicità e autorevolezza nelle conclusioni

Cosa mi piace: le percentuali al tiro
La Fortitudo dopo tre giornate è stabilmente nei primi tre posti delle percentuali al tiro con il 50,8% totali. Nel totale del campionato è terza da due con il 54% (66/122) e seconda da tre con il 44% (24/55).

Cosa non mi piace, McCamey da playmaker e i post partita
Mi sembra evidente che il giocatore sia una guardia e anche di grandissimo impatto (con le dovute proporzioni, simile al compianto Alphonso Ford) ma mi pare altrettanto evidente che le letture in questo momento non siano il suo pane. Crescerà? Speriamo. I post partita, mi sembra evidente che dopo un tre su tre e una classifica che fa ben sperare si debba pensare di più a godersi questo primato che non a inventarsi esternazioni grottesche che fanno sorridere perchè se arrivassero da un novellino sarebbero preoccupanti ma da un allenatore navigato sembrano più un atto di Felliniana memoria.

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