Virtus e Fortitudo oggi per la A1, 15 anni fa per lo Scudetto


Giornata fondamentale per Virtus e Fortitudo che oggi coltivano il sogno della A1 ma 15 anni fa si contendevano sul campo lo Scudetto

– di Marco Vigarani –

15 anni fa Virtus e Fortitudo lottavano per lo Scudetto (ph. Fotonotiziario)

15 anni fa Virtus e Fortitudo lottavano per lo Scudetto (ph. Fotonotiziario)

Oggi sarà una giornata campale per Bologna, per quella Basket City che fu e che le nuove generazioni non hanno mai avuto il piacere ed il privilegio di vivere. Una città che viveva e respirava pallacanestro ogni giorno dai suoi innumerevoli campetti in cui trovare sempre qualcuno per una partitella. Anche allora ovviamente Bologna soffriva allo spasmo per i colori bianconeri o biancoblù ma dominava in Italia e spesso anche in Europa. Parlando adesso di simili prospettive con un interlocutore particolarmente giovane o distratto si rischia seriamente di essere scambiati per pazzi ma in realtà sono passati appena quindici anni da quando Virtus e Fortitudo si sono contese per l’ultima volta uno Scudetto. La Fortitudo aveva cucito da dodici mesi sulla canotta il suo primo storico tricolore e voleva difenderlo a tutti i costi a maggior ragione dal ritorno dei “cugini” bianconeri. Era il 19 giugno 2001 quando una fantastica Kinder guidata da Messina e Ginobili schiantava la Paf alla terza partita di finale conquistando il suo quindicesimo titolo nazionale e completando uno storico Grande Slam con Eurolega e Coppa Italia. Entro la fine della giornata odierna invece le stesse due squadre sperano di poter festeggiare il ritorno in A1: per ripescaggio e per meritata promozione sul campo.

Basciano e Bucci in conferenza stampa

Basciano e Bucci attendono notizie da Caserta per definire il futuro della Virtus

Nelle prossime ore l’orecchio degli appassionati bianconeri sarà rivolto alle notizie provenienti da Caserta dove si giocano le residue carte per non dover assistere alla prima stagione di A2 della Virtus. In realtà la Vu Nera ha già militato nella seconda categoria ma non era mai stata retrocessa prima dello scorso 4 maggio. Entro stasera si definirà la situazione della società di Iavazzi che aveva annunciato di non poter presentare la fideiussione per l’iscrizione alla A1, poi aveva avviato una trattativa con un fantomatico acquirente straniero ed ora sta inseguendo insieme al nuovo sindaco di Caserta una banca che possa garantire i fondi necessari a non rendere vana la salvezza conquistata sul campo. Quindici anni fa invece una Virtus formidabile faceva sognare gloria eterna grazie ad un mix perfetto di giovani talenti in rampa di lancio, indomabili veterani ed encomiabili comprimari orchestrati alla perfezione da quel mago del basket che nei prossimi giorni cercherà di completare la rincorsa dell’Italia ad un posto per le Olimpiadi di Rio. Ginobili, Rigaudeau, Jaric, Abbio e gli altri erano allora i protagonisti di una storia che oggi è sospesa in un limbo in attesa di conoscere la direzione giusta verso cui muovere il primo passo per ricostruire la propria storia. Certamente da domani, a prescindere dalla categoria, si ripartirà con un progetto parco e basato sui giovani lontano anni luce dalle spese pazze di quel passato meraviglioso.

La Fortitudo è partita col piede sbagliato a Brescia (Ph. Fortitudo)

Oggi a Brescia si gioca gara 5 della finale playoff per la A1 (Ph. Fortitudo)

Stasera invece la Fortitudo giocherà a Brescia la sfida decisiva per tentare il ritorno in A1 dopo sette anni di lunghissimo purgatorio durante i quali i ricordi di quelle sfide gloriose e micidiali si sono stinti a differenza della passione dei tifosi biancoblù. La Fossa dei Leoni è protagonista delle vicende fortitudine oggi come allora nonostante il lungo calvario: c’era quel 19 giugno a sognare la rimonta dal 2-0 sul parquet di Casalecchio e ci sarà stasera per l’ultimo atto di una stagione incredibile. Quella Fortitudo era figlia degli investimenti di Seragnoli, patron sognatore che proprio quell’anno aveva acquistato a peso d’oro Meneghin e De Pol salvo poi essere tradito dai risultati: la squadra affidata a Recalcati finì per essere vittima di se stessa e della pressione trovando proprio nei bianconeri un ostacolo definitivo sia nella semifinale di Eurolega che nell’ultimo atto per lo Scudetto. Quest’anno invece Boniciolli ha potuto lavorare con serenità su un gruppo ricco di giovani magari meno talentuosi degli avversari ma affamati e pronti a vivere ogni partita con la sfrontatezza di chi non deve rendere conto a nessuno. Il risultato è questa gara 5 che potrebbe riaprire le porte del paradiso a quindici anni di distanza da quella sconfitta contro la Virtus che sembrava bruciare come le fiamme dell’inferno. Mai allora ci si sarebbe potuti attendere un’odissea così lunga.

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