Wimbledon è di Re Roger: l’ottavo titolo entra nella storia


Roger Federer batte in finale a Londra il croato Marin Cilic in tre set (6-3 6-1 6-4) e diventa, con l’ottavo titolo conquistato, il tennista più vincente di sempre sull’erba di Wimbledon

-di Giuseppe Cambria-

Roger Federer è il re di Wimbledon 2017 (ph. Zimbio)

Quando decidi che non è ancora il momento di diventare la reliquia di uno sport che inesorabilmente è sempre in evoluzione. Quando riesci a mutare te stesso per stare al passo con i tempi e per continuare a vincere, nonostante tutto e tutti. Solo in questo caso sei un campione: un fenomeno. Il tennis, il suo fenomeno, attualmente, ce l’ha e l’ha investito definitivamente a Wimbledon. Il suo nome è Roger Federer. Fuori le grandissime delusioni di quest’anno: il campione in carica del torneo, Andy Murray, e Novak Djokovic, infortunatosi nel match contro Tomas Berdych, quest’ultimo eliminato in semifinale dallo svizzero in tre set: 7-6 7-6 6-4. E fuori a sorpresa anche Rafa Nadal, uscito contro il 34enne Gilles Muller, dopo uno dei match più belli della competizione. Ma forse era stato chiesto troppo allo spagnolo: un fenomeno sulla terra rossa, ma meno efficace su erba. La finale dei sogni, Federer contro Nadal, non c’è stata. Lo svizzero invece non ha deluso le attese. Neanche un set perso durante il suo cammino. Questo mostro si è ritrovato, a sorpresa,  nell’epilogo finale del torneo, contro il gigante croato Marin Cilic, numero 7 del mondo, che aveva battuto in semifinale l’americano Sam Querrey in 5 set: 6-7, 6-4, 7-6, 7-5. Alla fine è stato Federer contro Cilic. Ma il croato non è bastato, perché era destino che il fenomeno superasse tutti i limiti possibili e immaginabili. A 36 anni ha raggiunto il diciannovesimo titolo del grande slam in carriera. Ha vinto l’ottavo titolo a Wimbledon, superando i 7 conquistati da Pete Sampras e William Renshaw. Il tennista più anziano a vincere il torneo londinese dello slam. Roger Federer è leggenda. Non bastano più parole per celebrare i record e il talento di uno degli atleti più grande di tutti i tempi. Meglio lasciarle al campo.

Un match per la storia-  Sul campo centrale di Wimbledon va in scena l’atto finale: Roger Federer contro Marin Cilic. Ci si aspettava sicuramente un match diverso, più spettacolare, per portare lo svizzero sull’Olimpo del tennis con lo storico ottavo titolo. Bisogna accontentarsi. Lo spettacolo purtroppo è mancato. Eppure nel primo set Cilic parte con grande ritmo, con un gioco basato sul servizio -suo punto forte- e sul pressing da dietro: si dimostra un degno rivale per Federer, messo in seria difficoltà. I colpi in risposta del croato sono devastanti, ma l’avversario comunque riesce a mantenere l’equilibrio nel punteggio fino al 2-2. Il croato poi inizia un lento declino. La percentuale della prima non supera il 50% e gli errori sono incalcolabili. Arriva il break per Roger che va sul 2-3. Lo svizzero riprende aria e, dopo aver lasciato a zero l’avversario nel suo turno di battuta (2-4), effettua una palla corta spettacolare che spiazza il croato. Il gran colpo non lo aiuta a ottenere un altro break. Si arriva al 5-3 e Marin Cilic decide di cambiare gioco, puntando sul serve and volley, ma con esiti disastrosi. Il primo set se lo aggiudica Federer con break finale e un netto 6-3, chiuso con un doppio fallo dell’avversario. Il secondo set si apre con Roger al servizio e con il suo primo ace. In meno di due minuti il game viene chiuso dallo svizzero. Nel game successivo anche Cilic parte con il suo primo ace dell’incontro. Ma non basta. Arriva subito il break per Federer che sfrutta un erroraccio dell’avversario che spedisce fuori la pallina in risposta di rovescio. Gli errori del croato si accumulano uno dopo l’altro (14 errori non forzati fino a quel momento), e anche il terzo game è in mano allo svizzero. Cilic si siede e scoppia in lacrime. Arriva il crollo già a metà secondo set. Per crisi nervosa o infortunio: non si capisce bene. Continua di serve and volley, ma è tutto inutile. Federer invece è cinico e chirurgico. Prende un game dopo l’altro e chiude il secondo set con un impietoso 6-1. Il croato sembra avere un problema al piede ma decide di non abbandonare il match. Nel terzo set va avanti con grande orgoglio e non sembra nemmeno infortunato. Gli errori sono sempre tanti, ma Roger non forza ancora. Il break decisivo arriva per il 3-4 a favore dello svizzero, che successivamente tiene con tranquillità il turno di servizio. Non alza bandiera bianca l’avversario ormai allo sbando che si trascina sul 4-5 riuscendo anche a neutralizzare un passante vincente dello svizzero. Ma non resta più molto da fare. Nel turno di battuta Federer si porta a due championship point. Entra l’ultimo con un ace. Roger Federer liquida Marin Cilic con il punteggio finale di 6-3 6-1 6-4 e apre i festeggiamenti. È tutto vero. Lo svizzero entra nella storia di Wimbledon con questo ottavo titolo e non sembra volersi fermare qui. Per fortuna.

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