Zanetti e il Bologna salutano la Serie A, Floro Flores decisivo


Top e Flop della 37^ giornata di Serie A

di Francesco Ferrari

TOP

Javier Zanetti, portato in trionfo dai compagni foto legaseriea.it

Javier Zanetti, portato in trionfo dai compagni (foto legaseriea.it)

Zanetti (Inter): l’ultima partita davanti al suo pubblico per quello che è stato uno dei più grandi giocatori della Serie A degli ultimi 20 anni. Una vera bandiera ed emblema di professionalità, ogni altro aggettivo è superfluo per descrivere la carriera di Javier Zanetti. A fine stagione lasceranno anche Milito e Cambiasso, ma gli striscioni più belli sono tutti per il capitano, che saluta commosso in compagnia di moglie e figli. Ora carriera da dirigente?;

Floro Flores (Sassuolo): segna una bella doppietta al Genoa che vale la storica salvezza per il Sassuolo e si conferma miglior acquisto di gennaio anche grazie ai numerosi assist forniti ai compagni nella seconda parte della stagione. Sicuramente il tridente Zaza-Berardi-Floro Flores è il migliore di tutte le squadre in lotta per non retrocedere e alla fine ha fatto davvero la differenza;

Cuadrado (Fiorentina): i complimenti per il colombiano si sprecano. Montella gli affida la fascia di capitano e lui non lo delude. Solito movimento senza sosta, con e senza palla, senza mai dare punti di riferimento alla difesa avversaria. Bellissimo il gol che decide la gara, dopo uno scambio nello stretto con Giuseppe Rossi, entrato da appena due minuti;

Agazzi (Chievo): impegnato contro la sua ex squadra, il Cagliari, in una gara che per il Chievo vale la permanenza nella massima serie. Ad inizio gara sfodera un intervento da campione a mano aperta su colpo di testa di Perico che alla fine dei 90′ risulterà decisivo per la vittoria e la permanenza in Serie A dei clivensi.

FLOP

Albano Guaraldi, il suo Bologna non ha raggiunto l'obbiettivo salvezza

Albano Guaraldi, il suo Bologna non ha raggiunto l’obbiettivo salvezza

Bologna F.C. : alla fine il peggio è accaduto, ma più che del peggio, si potrebbe parlare dell’inevitabile. A 50 anni dall’ultimo scudetto, davanti a parte di quella mitica squadra, presente in tribuna al Dall’Ara, il Bologna torna in Serie B. Lo fa lottando e mostrando dei limiti enormi. Ed è proprio questo che suscita perplessità, i giocatori hanno dato il loro massimo e il loro massimo non è per questa categoria. Dito puntato quindi principalmente sulla società che ha allestito questa squadra;

Fiorillo (Sampdoria): giornata da dimenticare per il portiere blucerchiato, dei 5 gol con cui il Napoli travolge la Sampdoria a Marassi almeno due sono sulla coscienza dell’estremo difensore. Sbaglia nettamente il tempo sul tiro centrale di Insigne e prende gol sul suo palo sulla punizione di Callejon;

Honda (Milan): altra partita da fantasma in campo. Seedorf lo preferisce a Taarabt e Galliani in tribuna non gradisce. Nella ripresa però al posto del giapponese entra El Sharaawy a dimostrazione del fatto che il tecnico olandese non subisce nessuna influenza dai piani alti della società rossonera. Nonostante il suo coraggio il Milan esce sconfitto per 2-1 a Bergamo e perde così l’ultimo treno per l’Europa League;

Dias (Lazio): si fa bruciare in velocità da Palacio in occasione del gol che chiude la partita ma soprattutto non appare mai in grado di arginare l’offensiva nerazzurra a causa della sua lentezza. Non esattamente l’esempio di un difensore che da sicurezza al reparto.

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