Zanetti: “Saputo merita risultati migliori. Non ho digerito lo sgarbo di Guaraldi e Morandi”


Massimo Zanetti racconta nel dettaglio la sua avventura nel Bologna ed esprime un parere sulla gestione attuale di Saputo senza dimenticare l’amico Corioni

Massimo Zanetti si racconta ai nostri microfoni

Lunga intervista concessa in esclusiva a “Il Pallone Gonfiato” da parte di Massimo Zanetti, magnate dell’imprenditoria italiana molto attivo nello sport. In questa prima parte raccoglieremo tutte le riflessioni sul tema calcistico partendo da quelle di carattere più generale: “Veltroni è una persona onesta e piena di cultura – spiega l’imprenditore trevigiano – quindi sono convinto che saprebbe fare benissimo anche se va detto che non ha vissuto il calcio da dentro ed è molto tifoso della Roma. Penso che la sua sarebbe un’ottima candidatura soprattutto per i piccoli club che hanno bisogno di un riferimento esterno alle logiche attuali. Il calcio di oggi però è molto difficile da riformare, le società più forti hanno fatturati inarrivabili per quelle piccole e forse in futuro si andrà verso una gestione a due velocità. Ma non dimentichiamo che anche le realtà più solide sono in difficoltà di fronte alla concorrenza dei cinesi. In Italia la Juventus è sicuramente la società più strutturata che può reggere il confronto con club come Chelsea e Manchester United che ho conosciuto per motivi professionali e che mi hanno impressionato. Gli stadi di proprietà sono sicuramente un punto importante visto che l’impiantistica sportiva italiana è rimasta indietro di 30 anni e spesso vediamo strutture indecenti: i modelli possono essere ancora una volta la Juventus ma anche il Torino“.

Secondo Zanetti gli investimenti di Saputo meriterebbero risultati migliori (ph. Calcio e Finanza)

Inevitabile poi ovviamente passare al tema del Bologna trattato sotto tre punti di vista differenti. Innanzitutto l’attualità ed un giudizio sull’operato di Joey Saputo: “Ho visto parte della gara contro il Napoli ma poi mi sono avvilito: sembrava di vedere una squadra di Serie A contro una di B. Mi dispiace davvero anche per Donadoni, amico conosciuto sul campo da golf, perchè non capisco come la squadra possa essere andata così in crisi e non credo neanche che sia così debole. La frase di Saputo sul fatto che era a sciare? Se l’avessi detta io sarebbe stata la fine del mondo. Magari si è espresso in questo modo solo per far capire che non intendeva dare troppo peso a quella sconfitta. Poverino, non vorrei essere nei suoi panni perchè se dopo tante spese ottenessi questi risultati probabilmente mi verrebbe un infarto. Investire tanto denaro deve portare ad avere un ritorno importante e quindi gli auguro che il Bologna possa andare meglio di così in futuro. Probabilmente se avessimo gestito noi il club avremmo speso meno, magari ingaggiando qualche dirigente in meno ma comunque 40 milioni sarebbero stati indispensabili. Oggi comunque in società vedo un’ossatura che mancava, vedremo se Saputo riuscirà a rifare il Dall’Ara ma intanto ha acquistato il centro tecnico di Casteldebole e quindi direi che alla fine è andato tutto bene. Collaborare in futuro con lui magari per lo stadio? Non sarei interessato, ho altre proposte per entrare nel calcio ma per il momento ho già troppi impegni“.

Massimo Zanetti ai tempi della cordata ideata da Consorte per salvare il Bologna nel 2010

Toccato il tema rossoblù, il pensiero di Massimo Zanetti torna anche al passato per ripercorrere le sue tappe all’interno del club a partire dal 2010: “Ci sono state varie fasi. Inizialmente venne da me Consorte ed entrammo nella cordata del salvataggio insieme a persone poco avvezze allo sport e ai giornalisti, categoria indispensabile ma tutta da conoscere. Mentre venivano fuori varie dichiarazioni, noi guardammo i conti e capimmo che ci sarebbero voluti circa 30 milioni. Riferite queste stime a Consorte per fare una comunicazione ai soci, ricevemmo un rifiuto da parte sua. Ci fece capire che non era il caso di farlo sapere agli altri e pertanto, anche per evitare di assumermi responsabilità penali, decisi di dimettermi. Dopo sono andati avanti gli altri ma mancavano sempre soldi a dimostrazione che la matematica non è un’opinione. Si arriva quindi all’incontro con Guaraldi e Morandi che vollero scrivere quel famoso contratto ma che poi, nel momento dell’assemblea con i soci di minoranza, decisero uno di tacere e l’altro di non presenziare. Voglio far notare che unendo le mie quote con le loro avrei superato il 55% del pacchetto azionario quindi sarebbe stato sufficiente un loro atto di fedeltà a quanto concordato pochi giorni prima. Hanno provato a recuperare mandandomi qualche messaggio ma non ho digerito il loro comportamento a maggior ragione visto che mi chiesero di andare a Vicenza ed allora parlai da presidente ma poco dopo subii quel tiro mancino. Successivamente Tacopina fece tutte le sue mosse ed un giorno Saputo mi chiamò sul cellulare e semplicemente gli dissi di parlare con Baraldi visto che era la persona più idonea ed informata sui fatti. Poi invece venne fuori la storia della mia pennichella…“.

Tornando ancora più indietro nel tempo però Zanetti ricorda anche un grande ex presidente del Bologna con il quale ha collaborato: “Gino Corioni era una persona particolare ma un grande conoscitore di calcio ed un uomo onesto. Ai tempi diventammo in breve tempo amici e soci (avevo il 20% del club) e con le sue capacità nel trovare i calciatori giusti ed il grande lavoro di Maifredi riuscimmo a tornare subito in Serie A con un mezzo miracolo. In seguito poi quando chiesi di uscire dalla società Corioni mi restituì tutto fino all’ultima lira e non mancò mai alla parola data: una dote rara soprattutto nel calcio. Pur non avendo grandi mezzi economici ha sempre allestito grandi squadre perchè di calcio ne capiva davvero“.

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