Zidane-Ancelotti, c’eravamo tanto amati: al Bernabeu finisce 4-2 per il Real sotto la guida di Kassai e di CR7, un fenomeno…in fuorigioco. Leicester fuori a testa alta con l’Atletico


Il riassunto del martedì di Champions: il Real batte il Bayern ai supplementari e vola in semifinale. Atletico, 1-1 a Leicester e passaggio del turno

– di Tiziano De Santis –

L’esultanza di Ronaldo dopo aver segnato il gol in Real-Bayern 4-2 di Champions (ph. Zimbio.com)

Il martedì di Champions, quello dei quarti di finale di ritorno, lancia in semifinale la città di Madrid e le sue due fazioni calcistiche, quelle di Real e Atletico. La casa delle Merengues, il Bernabeu, è una bomboniera atomica gremita di polvere da sparo pronta ad accogliere nel peggior modo possibile  il ritorno in Spagna di re Carlo nelle vesti di avversario. Il Bayern, reduce dall’1-2 dell’Allianz firmato dall’uomo più in forma, in questo momento, nel panorama internazionale – CR7 – vuole imprimere la propria furia sin da subito sui propri rivali e sfiora lo 0-1 con Thiago Alcantara dopo pochi minuti dall’inizio del match: il Real deve ringraziare sua maestà fortuna al 9′, quando Marcelo si trova in traiettoria amica sulla conclusione di sinistro del figlio di Mazinho. Si tratta, in realtà, del primo e unico sussulto bavarese in un primo tempo privo di gol, complici le parate di Neuer e la sfortuna dei Blancos nei tentativi di andare a rete con Carvajal, Ramos, Ronaldo e Kroos. Nella ripresa, è Lewandowski, tuttavia, a modificare il copione pro-Real: al 53′, infatti, l’asso polacco spiazza Navas con freddezza dagli undici metri, trasformando nello 0-1 il rigore procurato da un pestone in area di Casemiro ai danni di Robben. E se Vidal poco dopo conferma il cattivo rapporto con la porta avversaria sparando in tribuna la palla del possibile raddoppio Rothen, a sconvolgere repentinamente il tumulto di emozioni della gara sono Cristiano Ronaldo e l’arbitro Kassai, con il giusto condimento di un autogol di mezzo: al 76′, infatti, il fenomeno portoghese perfora ancora una volta la difesa tedesca, piazzando in rete, di testa, il bel cross di Casemiro; due giri d’orologio più tardi, Sergio Ramos sembra condannare i propri compagni con un autogol che regala il nuovo vantaggio al Bayern, che, ciononostante, si vede espellere ingiustamente Vidal all’83’ per somma di ammonizioni; il direttore di gara reputa irregolare l’intervento del cileno su Vazquez e opta per l’inferiorità dei campioni di Germania e, probabilmente, per la fine anticipata dell’incontro. O forse no, perchè nei tempi supplementari il direttore di gara e il collega guardalinee consentono a Ronaldo di tramortire il Bayern con un uno-due da fenomeno..in fuorigioco. Il 4-2 finale di Asensio è il completamento dell’opera di Zidane, fautore della settima semifinale consecutiva negli ultimi altrettanti anni per il Real. Per Ancelotti, rimane la delusione di un passaggio del turno probabilmente perso tra le proprie mura amiche una settimana fa, ma ufficializzato anche dal suo ex “miglior giocatore” mai allenato CR7 e da un “arbitro sicuramente non all’altezza” del big-match del Bernabeu.

Diego Simeone abbraccia Jamie Vardy dopo il match pareggiato 1-1 con il Leicester (ph. Zimbio.com)

La seconda semifinalista è la corazzata di sergente Simeone, che, reduce dalla vittoria di misura al Calderon contro il Leicester di Shakespeare, pareggia 1-1 allo Stadium delle Foxes cacciando gli inglesi dalla Champions. Dopo 24 minuti di assestamento anti-calcio, è Saul Niguez a firmare il vantaggio per gli spagnoli, ottimizzando al massimo il cross dalla sinistra di Filipe Luis e l’errore di marcatura di Fuchs. Nella ripresa, i cambi di Shakespeare danno un ventaglio di vivacità al Leicester, che prima ringrazia Griezmann per l’imprecisione in zona del campo pericolosa, per poi riagguantare i colchoneros grazie a una conclusione di potenza di Vardy dopo un tiro rimpallato in area da Savic. A nulla servono, tuttavia, il coraggio e la voglia del numero 9 del Leicester, gladiatore dell’assedio finale alla porta avversaria, conclusosi però privo del tanto sperato vantaggio, per la fortuna e la bravura dell’Atletico, che torna in semifinale con una marcia in più dopo aver perso l’anno scorso la Coppa all’ultimo atto coi cugini del Real.

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