Zuculini out e il Bologna si spegne


Le statistiche confermano che senza Zuculini in campo il Bologna fatica a rendersi pericoloso: attaccanti a secco, appena 0,6 gol a partita e Matuzalem gira a vuoto

– di Marco Vigarani –

Zuculini e Laribi, ancora protagonisti oggi come a Latina (ph. bolognafc.it)

Zuculini è stato uno dei trascinatori del Bologna nel girone d’andata (ph. Bologna FC)

Franco Zuculini fino a poche settimane fa era il simbolo del nuovo Bologna, l’emblema della voglia di riscatto di una città che aveva trovato nel suo estro e nel suo dinamismo l’immagine perfetta per il suo desiderio di rinascita. Apprezzato profondamente per le sue caratteristiche tecniche e caratteriali anche dal presidente Tacopina, il centrocampista argentino era spesso uscito dal campo con un voto ampiamente positivo in pagella ed i galloni di capitano morale dei rossoblù appuntati idealmente sul petto. Da un paio di settimane però Zuculini è diventato un mistero visto che nelle ultime tre partite ha collezionato la miseria di 15 minuti, ufficialmente escluso per scelta tecnica. Il tecnico Diego Lopez continua a dire che in allenamento durante la settimana vede meglio altri centrocampisti, l’argentino si allena regolarmente senza evidenziare alcun problema di natura fisica e si parla con ragionevole certezza di una discussione avvenuta proprio tra tecnico e calciatore prima della gara contro il Pescara. Ricordata la necessità di inserire nelle rotazioni anche il nuovo arrivato Krsticic, resta difficile analizzare i dati delle ultime gare del Bologna e comprendere come si possa continuare a lasciare da parte Zuculini.

Diego Lopez nel dopopartita

Diego Lopez continua a lasciare l’argentino in panchina

Escludendo la prima parte della stagione durante la quale il numero 14 non era ancora entrato appieno nei meccanismi del gioco rossoblù, appare evidente che la sua presenza in campo sia un fattore importante per ottenere risultati positivi. Zuculini non ha giocato le gare contro Modena, Entella, Pescara e Ternana: in tutte queste occasioni il Bologna è rimasto sotto la sua media stagionale di 5 tiri in porta a partita e quasi sempre anche al di sotto delle percentuali medie di pericolosità ed attacco. Ad eccezione della gara di Chiavari contro un avversario decisamente modesto, ad esempio i rossoblù si sono mantenuti sotto al 50% di indice di pericolosità raggiungendo un minimo di 21% contro il Modena (poco meglio con il 29,7% sabato scorso contro la Ternana) a differenza di una media stagionale pari al 49,6%. Includendo anche la gara di Crotone in cui Zuculini ha disputato solo l’ultimo quarto d’ora, emerge che le reti realizzate complessivamente sono soltanto 3 (si esclude l’autogol dell’Entella), delle quali nessuna siglata da un attaccante per una media di 0,6 gol a partita che è meno della metà di quella stagionale di 1,4. Il Bologna senza Zuculini appare inconcludente e privo di spinta propulsiva non soltanto a causa dell’assenza in campo di un giocatore in grado di collezionare finora 3 gol e 4 assist ma anche per il lavoro utile svolto dal centrocampista a beneficio della manovra. Ne sia prova anche il fatto che dal momento del suo ingresso in campo a Crotone, la squadra ha costruito ben quattro occasioni da rete di cui due concluse con un tiro nello specchio.

Evidentemente Diego Lopez ha il diritto ed il conseguente onere di compiere le scelte che ritiene più prolifiche per il bene della sua squadra, ma bisogna anche ricordare che nelle ultime tre gare l’impiego di Casarini e Buchel non ha portato particolari benefici alla qualità del gioco. Il primo infatti ha grande spirito di abnegazione ma difetta in qualità mentre invece il secondo non ha ancora ritrovato la forma dopo il grave infortunio e la reazione stizzita di sabato scorso dopo il cambio è una prova della mancata corrispondenza tra le aspettative del ragazzo stesso e le prestazioni offerte sul campo. L’assenza di Zuculini dalla linea mediana non obbliga poi solo Matuzalem a fare gli straordinari logorandone ulteriormente la tenuta atletica dopo un girone d’andata da 88 minuti d’impiego medio, ma impedisce anche a Ceccarelli di inserirsi con profitto a causa dell’assenza sulla sua fascia di competenza di un compagno con il quale aveva evidenziato nei mesi scorsi una buona intesa.

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