Calcio

L’ultimo tango per il torero di Siviglia: dal Betis alla Fiorentina, giù il cappello per Joaquin

Il classe '81 bandiera del Betis, lascerà il calcio giocato a fine stagione dopo ben 21 anni di professionismo

Andrea Riva
18.11.2021 19:30

Joaquín Betis Siviglia (ph. Facebook)

Dribbling e gol, grinta e sorrisi. In Spagna il termine giusto è uno solo: Joaquín. 
Il calciatore iberico - nato nella provincia di Cadice - ha ufficializzato il suo ritiro dal calcio giocato alla fine di questa stagione: "Sento che è arrivato il momento di smettere, d’altronde non gioco mai" ha detto l'esterno del Betis Siviglia, squadra con la quale è cresciuto fin da quando aveva 13 anni (1994) e dove è rimasto fino al 2006, per poi tornare nel 2015. In mezzo le esperienze con Valencia, Malaga e Fiorentina in cui ha raccolto applausi e segnato gol importanti.

Con i viola allenati all’epoca da Vincenzo Montella, Joaquin ha ottenuto due ottimi quarti posti che, però, non sono valsi la qualificazione alla Champions League. In Europa League, invece, ha giocato una semifinale persa - guarda caso - proprio con il Siviglia, rivale storica del suo Betis.

In Italia, "El Pisha" (questo il suo soprannome) sarà ricordato dai tifosi gigliati, ma non solo, per essere stato tra i protagonisti nella celebre rimonta contro la Juventus di Antonio Conte il 20 ottobre del 2013: con la Fiorentina sotto di due reti, Joaquin realizzò al 78’ la rete dell'incredibile sorpasso, scatenando la gioia dello stadio Artemio Franchi, gremito in ogni ordine di posto.

In Spagna sarà sempre nel cuore dei tifosi del Betis che, prima l’hanno visto crescere e poi lo hanno riabbracciato negli ultimi anni della sua carriera. L'esultanza torero (che, piccolissimo sognava di diventare), sfoderata in 62 occasioni - in 474 le presenze con i biancoverdi fino ad ora - gli ha permesso di diventare celebre in tutto il mondo, mentre la Coppa del Re con il Betis nel 2005 gli ha permesso di gioire con i colori del cuore.

Tra l'altro, l'esterno detiene anche un particolare record: in Liga, infatti, è il giocatore più anziano ad aver messo a segno una tripletta nella Liga (a 38 anni e 140 giorni, nel 3-2 del Betis sull'Athletic Bilbao dell’8 dicembre 2019), senza dimenticare che è il secondo calciatore con più presenze nella storia del club.

Nei suoi anni in Andalusia ha sempre dimostrato l'attaccamento ai colori biancoverdi, portando la Coppa del Re all’altare il giorno del suo matrimonio e spendendo più di un milione di euro in azioni della società. Joaquin è il quarto maggior azionista società e, prima di ogni partita, carica i compagni con discorsi motivazionali, a conferma della tempra da leader riconosciuta dai suoi tifosi. Basti pensare che, quando è tornato al Betis, alla presentazione ufficiale ad accoglierlo c'erano 19 mila tifosi entusiasti.

Un giocatore diventato personaggio anche fuori dal campo per le barzellette e le scenette comiche che hanno sempre fatto divertire compagni di club e di Nazionale nelle occasioni in cui ha indossata la maglia della Spagna (51 presenze e 4 reti dal 2002 al 2007).

Saluterà da eroe, dopo aver dato tutto fino all'ultimo. Tra l'altro ironia della sorte, l’ultima giornata della Liga (il 22 maggio) proporrà la trasferta a Madrid contro il Real. L'ultimo tango di Joaquin nella straordinaria cornice del nuovo Santiago Bernabeu: cosa volere di più per dire addio al calcio?

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