Finire la stagione ad agosto soluzione meno litigiosa. Complimenti al Bologna per i contributi degli ultimi giorni

Alberto Bortolotti
25.03.2020 18:12
Le varie riflessioni sull’esito della stagione sportiva, sono il punto focale del Director’s Cut. Ottima la strada intrapresa dal BFC negli ultimi giorni Se in Cina passano 4 mesi tra il primo morto di Covid 19 e la probabile ripresa del campionato, traslando il lasso temporale in Italia, significa che qui se ne parla (a porte aperte, che è poi l’unica essenza dello sport) il 21 giugno. Tradotto in pratica, 13 turni da giocare in 7 settimane. Ovvero 3 giornate di campionato in giugno, 9 in luglio e 1 in agosto. Tutti i mercoledì e tutte le domeniche, anzi tutti i giorni della settimana: venerdì-lunedì il week end, martedì-giovedì il midweek. Prima di Ferragosto, la Coppa Italia. Poi scattano i turni residui di Champions ed Europa League, che ripartirebbe per l’edizione 20-21 non prima di fine settembre. Forse con edizione accorciata, forse senza pausa invernale, chi può saperlo, giacché non si può andare molto avanti con il campionato: l’11 giugno, a Roma, gara inaugurale di Euro 2020 disputata nel 2021. Poi a primavera – pare – ci sono le Olimpiadi, che comunque hanno un torneo di calcio (noi non ci siamo). Qualificate: Giappone, Francia, Germania, Romania, Spagna, Nuova Zelanda, Egitto, Costa d'Avorio, Sudafrica, Australia, Arabia Saudita, Corea del Sud, Argentina e Brasile. Restano due spot, da assegnare alle vincenti del torneo preolimpico del CONCACAF (Nord e Centroamerica). Essendo riservato agli U23, Tomiyasu e Dominguez…puff, via! Preparazione più partite: due mesi? Certo, ci sono precedenti poco favorevoli a ricominciare. E cioè: Olimpiadi rinviate; Formula 1 e Motomondiale che faticano tremendamente a rifare il calendario; basket con squadre sbrindellate, senza americani e quindi ripartenza faticosissima. Ma… facciamo conto che non si riparta, e si allarghi la Serie A a 22 squadre con l’immissione di Benevento e Crotone senza retrocessioni. E facciamo conto che quello economico non sia il problema (e invece è IL problema, salute a parte). Intanto vorrebbe dire giocare 4 giornate in più, da 38 a 42, in una stagione in cui devi stare corto: poi ti porteresti appresso infiniti problemi per gli anni a venire. E poi due promozioni: la terza, in cavalleria? Senza conseguenze? Seee, buona notte! Tra il Crotone, secondo, 49 punti, e l’Empoli, nono – quindi fuori dai play-off -, 40 punti, ce ne sono 9 di di stacco e 10 giornate da disputare. Qualcosa di più antisportivo non c’é. E andiamo alla Serie A. Tre retrocessioni, e, ammesso e non concesso che Brescia e Spal siano out, in 5 punti, dai 30 della Fiorentina ai 25 di Lecce e Genoa (e già qui c’è un pari merito) ci sono 6, dicasi sei, squadre. Saliamo nell’Olimpo. Vittoriosa la Juve, con 1 punto di vantaggio? Mmmm…In EL Roma e Napoli? Milan, Verona, Parma…e Bologna hanno dai 3 ai 5 punti in meno, con 12/13 turni da disputare. Credetemi, è molto meno brigoso giocare che darla su. A meno che non si vogliano intasare le Corti di Giustizia sportive da qui all’eternità. Volevo chiudere dicendo che tra i modi per passare il tempo senza allenamenti e partite il Bologna ha scelto due ottime strade. Uno, riscoprendo la propria storia e smontando tutta una serie di ricostruzioni fasulle di sponda genoana. Il filmato su gara 5 dello scudetto del ’25 è veramente..un pezzo di poesia. E poi con le telefonate fatte ai tifosi. Giuro, quando Da Costa ha detto al nonno di memorizzare il numero che lui c’è per fare due chiacchiere…mi è venuto il magone. Ajé un fat: a sàn ed picaja tendra. Av salut!  

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