Serie A

Inter, Marotta: "Chiedere soldi a Suning non è etico. Conte era un tecnico cazzuto"

Le dichiarazioni dell'ad dell'Inter rilasciate al Festival di Trento, organizzato dalla Gazzetta dello Sport

Francesco Rossi
09.10.2021 10:32

Marotta

 

L'ad dell'Inter Beppe Marotta, ha parlato con la stampa in occasione del Festival di Trento organizzato dalla Gazzetta dello Sport. Tanti i temi trattati da Marotta, che ha parlato di passato e presente nerazzurro. Ecco alcuni passaggi della sua intervista:

"Crediamo nello Scudetto numero 20 e faremo di tutto per arrivarci. Se servisse, siamo pronti a intervenire a gennaio e a farci uno o due regali, vogliamo supportare Inzaghi nella rincorsa della seconda stella, ma senza mai perdere di vista le esigenze di bilancio. Non possiamo spendere, ma si può lavorare di fantasia".

RINNOVO - "Con Sanchez parleremo a tempo debito, ma tra una decina di giorni annunceremo il rinnovo di Lautaro, pietra angolare dell’Inter del futuro che vogliamo assolutamente trattenere. E la prossima settimana ci vedremo pure per Brozovic: anche su questo fronte siamo molto fiduciosi".

LUKAKU - "Lukaku? Non mi sono sentito tradito da Romelu, ma il club viene prima di tutto. Avremmo voluto al suo posto anche Vlahovic assieme a Dzeko: sarebbe stato il massimo, ma non potevamo prenderlo".

SUNING - "Non è più etico chiedere soldi all’azionista e Suning ne ha profusi molti: per questo va ringraziato. E penso che non sia la strada migliore quella dell’ingresso di un socio di minoranza che aiuti solo nell’immediato. Abbassamento dei costi e valorizzazioni delle risorse saranno le rotte da seguire".

CONTE E INZAGHI - "Conte era un allenatore cazzuto, esigentissimo, il più vincente che ho mai avuto: il suo addio ci aveva sorpreso, ma la vita va avanti e la sua eredità e i suoi insegnamenti rimangono. Siamo felicissimi, però, di aver scelto Inzaghi che sta già ricalcando il suo stesso percorso: stava firmando con la Lazio, ma l’abbiamo bloccato notte tempo… Rispetto il Napoli che sta facendo un grande percorso, ma le preoccupazioni maggiori te le danno sempre le squadre con una consolidata cultura vincente, quindi Juve e Milan".