Serie A

Le pagelle di Sassuolo-Bologna: di Caputo l'unico acuto neroverde. Harakiri Magnanelli

Nella 23^ giornata di Serie A, il Sassuolo non va oltre l'1-1 in casa contro un Bologna in dieci uomini per più di un'ora. Le pagelle dei neroverdi

Tiziano De Santis
20.02.2021 23:05

Francesco Caputo, attaccante del Sassuolo (Profilo social giocatore)

Consigli 6: il gol subito non è colpa sua, anche se talvolta calciare la palla lontano dalla propria area sul pressing rivale non sarebbe una cattiva idea.

Muldur 6,5: quando spinge sulla fascia destra mette in difficoltà Hickey. L’espulsione dello scozzese al 30’ ne è chiara testimonianza. I cross dal fondo sono una prelibatezza ma non trovano mai il giusto appuntamento nell’area di rigore per far male al Bologna. Dal 71’ Toljan 6: non ha molti minuti a disposizione, ma riesce a mettere in difficoltà la retroguardia rivale con una sufficiente spinta sulla corsia laterale.

Marlon 6: non è suo l’errore difensivo che regala il vantaggio al Bologna. L’attenzione non manca e la pericolosità in attacco neanche, vedi il colpo di testa che impegna e non poco Skorupski nella ripresa per credere.

Ferrari 6: guida bene la difesa della propria squadra sino al 30’; dopo l’espulsione di Hickey si permette il lusso di dare una mano ai suoi anche in attacco, ma senza particolari e decisivi acuti.

Rogerio 6,5: propositivo sulla fascia sinistra. Dai suoi piedi partono anche buoni traversoni verso l’area rossoblù, ma i compagni arrivano sempre un attimo dopo all’appuntamento con la sfera. In fase difensiva fa buona guardia su Orsolini, non un avversario qualsiasi considerando le doti tecniche dell’esterno del Bologna e della Nazionale.

Magnanelli 4: al 17’ compie un’ingenuità clamorosa regalando la sfera a Barrow a ridosso della propria area di rigore. L’1-0 del Bologna è propiziato in primis dal centrocampista nero verde. Non sono i suoi i piedi migliori del centrocampo di De Zerbi e si vede. Dal 46’ Traorè 6: dopo un’occasione fallita a causa dell’ottimo ripiegamento difensivo di Soumaoro, al 61’ ha il tempo e lo spazio per ribaltare il Bologna ma il sinistro manca il bersaglio. Quando c’è la potenza, manca la precisione, ma mai la pericolosità a ridosso dell’area avversaria.

Locatelli 6: bene nella frazione iniziale di gara, quando dà ordine al centrocampo del Sassuolo smistando bene la palla dalla sinistra alla destra del campo. Sul finire del primo tempo, però, sbaglia un rigore in movimento calciando troppo centrale la palla del possibile 1-1 sventato con prontezza dall’attento Skorupski. Nella ripresa si fa notare più per la propria staticità che per altro.

Berardi 5,5: non è la sua partita. Basti pensare che l’unica vera occasione da gol creata dal fantasista neroverde arriva al 85’; il sinistro basso dal limite dell’area, tuttavia, non centra lo specchio della porta seppur di pochi centimetri.

Lopez 6,5: svaria da una parte all’altra della trequarti. La freschezza non manca, l’intuizione neanche, ma il movimento dei compagni sulle verticalizzazioni del francese sì, un dettaglio non da poco se l’obiettivo di una squadra è vincere una partita, specie quando si è in superiorità numerica. Dall’87’ Raspadori sv.

Djuricic 6: mette a referto una prova condita di tanto movimento e altrettanto sacrificio in zone del campo che sulla carta non gli competono. Non riesce, tuttavia, a incidere come dovrebbe nel match. Dal 71’ Defrel 6: la freschezza partorisce strappi importanti ma non determinanti davanti a un Bologna attento ma stanco a causa dell’inferiorità numerica.

Caputo 7: al 5’ ha sul sinistro l’occasione per portare in vantaggio i suoi, ma il diagonale basso è troppo largo per impensierire Skorupski. Allunga la squadra nei momenti di difficoltà e al 52’ firma il pareggio sfruttando l’assist sfortunato di Danilo per infilare il portiere avversario con l’immancabile cinismo di un numero 9.

De Zerbi 5,5: non è il Sassuolo di due mesi fa, questo è vero, ma davanti a un Bologna in dieci uomini per più di un’ora è più che lecito aspettarsi di più dai suoi ragazzi. La squadra disposta in campo nel primo tempo lascia a desiderare sia nell’attenzione che nella precisione; nella ripresa il tecnico bresciano cerca la scossa infilando dentro quanti più giocatori di spinta possibile, ma non basta per raggiungere l'obiettivo tre punti.

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