Serie A

Impresa SPAL contro la Roma! Parma e Sassuolo non pervenute

Salvatore Delle Donne
17.03.2019 18:45
Dopo 52 anni la SPAL batte 2-1 la Roma al Paolo Mazza. Troppa Lazio per questo Parma, battuto 4-1 all'Olimpico. Al Mapei il Sassuolo ne prende 5 dalla SampIl pareggio conquistato contro il Napoli sette giorni fa aveva risollevato il morale in casa Sassuolo, non tanto per il risultato ma per la prestazione offerta dai neroverdi. Nell'anticipo del sabato contro la Sampdoria, decisamente un passo indietro per gli uomini di De Zerbi, mai in partita e totalmente in balìa della squadra blucerchiata, cinica e bella da vedere. Contro i doriani, De Zerbi si è affidato al 3-4-3 con il rientrante Consigli tra i pali, Demiral, Ferrari e Peluso in difesa, a centrocampo si rivede Sensi affiancato da Duncan, sugli esterni Lirola e Di Francesco, in attacco Djuricic falso nove con Boga e Berardi ai lati. Dopo una prima fase di studio con ritmi piuttosto blandi, la gara si accende regalando emozioni e tanti gol. Il primo squillo del match è dei padroni di casa: incursione centrale di Di Francesco, la sua conclusione però è smorzata da un difensore blucerchiato, Audero para in due tempi. Gli ospiti, molto organizzati, provano a giocare di rimessa e al quindicesimo minuto passano in vantaggio: Defrel ruba palla a Sensi e serve Gabbiadini, cross dalla sinistra per Quagliarella, che di testa appoggia proprio per l'attaccante francese, che tutto solo in area batte Consigli e realizza il classico gol dell'ex. I padroni di casa non sembrano in grado di poter reagire allo svantaggio, e prestano più volte il fianco al contropiede blucerchiato. Poco dopo la mezz'ora arriva il raddoppio, questa volta è Duncan a perdere un pallone velenoso, ne approfitta Quagliarella, bravo a trafiggere Consigli con un delizioso destro a giro dal limite. Sotto di due gol, i neroverdi hanno reazione d'orgoglio e accorciano le distanze due minuti dopo, con la prima rete stagionale di Boga, bravo a insaccare su un cross basso dalla destra di Lirola. L'entusiasmo però, dura solo sessanta secondi: Defrel fa da sponda per Linetty, che batte Consigli con un preciso destro dall'interno dell'area. Nella ripresa De Zerbi prova a mescolare le carte, passando al 3-5-2 e inserendo Locatelli e Babacar al posto di Di Francesco e Djuricic. Neanche il tempo di riorganizzare le idee che gli ospiti calano il poker: cross dalla sinistra di Murru, sul secondo palo Praet tutto solo infila Consigli in spaccata. Il tecnico bresciano prova a spronare i suoi, confusi, senza idee e poco determinati. Non basta il gol di Duncan al 62', per rianimare il finale; la Samp fa quello che vuole e arriva dalle parti di Consigli con estrema facilità; il portiere neroverde mette una pezza sulla conclusione di Quagliarella ma nulla può su Gabbiadini, imbeccato in area da un passaggio filtrante di Linetty. Nei minuti di recupero arriva il terzo gol per la squadra di casa, buono solo a rendere meno pesante il passivo: è Babacar a realizzarlo, con un preciso destro che si infila nell'angolino alla sinistra di Audero. Al Mapei termina 3-5, una sconfitta meritata per il Sassuolo, disastroso nella fase di non possesso, che ci ha messo del suo nel rendere la vita facile agli avversari. Adesso spetta a De Zerbi toccare le corde giuste per rianimare una squadra apparsa spenta e senza stimoli.

Come all'andata, come nel 1966. La SPAL compie l'impresa, batte 2-1 la Roma e ritrova una vittoria che al Paolo Mazza mancava da oltre sei mesi (17 settembre). Contro i giallorossi, Semplici recupera Lazzari nel ruolo di esterno nel 3-5-2, in difesa confermati Cionek, Vicari e Bonifazi, in mezzo al campo Missiroli, Murgia e Kurtic, Fares a sinistra, in attacco Antenucci affianca Petagna. Nel primo tempo sono i padroni di casa a fare la partita, complice una Roma lenta e impacciata. Karsdorp e Juan Jesus faticano a contenere le accelerazioni di Lazzari e Fares, e non è un caso che il vantaggio spallino arrivi grazie ad un'ingenuità di uno dei due terzini: al 22' il traversone di Cionek è prevedibile ma l'olandese si lascia sovrastare da Fares che insacca di testa con Olsen non impeccabile nella circostanza. Sulle ali dell' entusiasmo e spinti dal pubblico di casa, gli spallini sfiorano anche il raddoppio, prima con Vicari poi con Kurtic. I giallorossi si vedono poco, Dzeko calcia addosso a Viviano, EL Shaarawy non inquadra lo specchio della porta. Nella ripresa Ranieri stravolge le fasce a centrocampo, fuori El Shaarawy e Kluivert (apparsi svogliati) dentro Perotti e Zaniolo. La mossa si rivela azzeccata e dopo soli otto minuti, è proprio il diciannovenne scuola Inter a creare scompiglio nella retroguardia di casa e ad innescare Dzeko, atterrato in area da Cionek. Rigore netto, realizzato dall'argentino Perotti. Dopo l'1-1 ci si aspetta la pressione rabbiosa dei giallorossi, a caccia di punti Champions ma non è così; l'equilibrio dura solo cinque minuti, questa volta è Juan Jesus ad atterrare Petagna in area, per Rocchi è rigore, trasformato dallo stesso attaccante che sale a quota 11 nella classifica marcatori. La Roma prova a schiacciare gli spallini nella propria metà campo senza però impensierire seriamente il portiere di casa. Viviano compie un autentico miracolo su Dzeko, bravo ad eludere l'intervento di due difensori non altrettanto nella conclusione da due passi. Nel finale gli spallini provano a colpire di rimessa: Cionek di testa però, colpisce la parte alta della traversa. L'ultimo brivido lo regala Cristante ma la sua conclusione non inquadra lo specchio della porta. Una SPAL gagliarda, tosta, fa due su due con la Roma in campionato e conquista una vittoria importantissima,  che consente di mantenere un piccolo margine sulla zona retrocessione.

La vittoria conquistata contro il Genoa, ha di fatto chiuso la pratica salvezza per il Parma, che all'Olimpico contro la Lazio si presenta con più serenità, forse troppa. Contro i biancocelesti D'Aversa ha problemi di formazione a centrocampo, Schiattarella squalificato e Stulac infortunato, Biabiany viene arretrato nel ruolo di mezz'ala con Rigoni e Kucka, in attacco Gervinho e Siligardi ai lati di Inglese. Partita mai in bilico e a senso unico, la squadra gialloblu tiene botta venti minuti, prima di crollare sotto i colpi di una Lazio perfetta, che corre, si diverte e segna. I biancocelesti, bravi a dare ampiezza al gioco e a sfruttare le fasce esterne con Lulic e Marusic, piazzano un uno-due in soli tre minuti: prima Marusic, servito con i tempi giusti da Milinkovic-Savic, realizza il vantaggio con un tiro ad incrociare sul primo palo, poi Luis Alberto realizza il penalty, assegnato per fallo di mano di Iacoponi su cross di Lulic. I ducali accusano il colpo, contro una squadra fisicamente in forma e padrona del centrocampo e dieci minuti dopo subiscono anche il terzo gol: azione in velocità della Lazio, Correa tocca al limite per Luis Alberto, che fa partire un tiro potente che si infila alla destra di Sepe. Il Parma come un pugile alle corde, getta la spugna a ridosso del duplice fischio, quando sugli sviluppi di un calcio d'angolo, Lulic realizza il quarto gol con un rasoterra preciso nell'angolino. Nella ripresa D'Aversa passa a 3 in difesa, la squadra tiene meglio il campo ma ormai è troppo tardi per cambiare qualcosa. Succede poco o nulla, la Lazio legittima il vantaggio, dettando i tempi di gioco e facendo correre a vuoto la squadra ospite. Tanti cambi e un regalo, quello di Patric a Sprocati, che al 77' realizza il suo primo gol in serie A e rende meno amaro il passivo. Termina 4-1, una brutta battuta d'arresto per un Parma non pervenuto e fin troppo arrendevole.

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