Serie A

Pari amaro per il Sassuolo. Torna alla vittoria il Parma, ancora k.o. la SPAL

Salvatore Delle Donne
11.03.2019 19:26
Berardi illude i neroverdi, raggiunti nel finale da Insigne. Il Parma torna alla vittoria grazie a Kucka, la SPAL crolla nel finale contro l'InterUn solo successo nelle ultime dieci gare casalinghe, due gol realizzati nelle ultime otto partite. E' questo il bilancio negativo che ha fatto scivolare la banda neroverde a metà classifica, di fatto spegnendo in maniera definitiva le ambizioni europee dopo un inizio di stagione molto promettente. Al Mapei Stadium arriva il Napoli di Ancelotti, secondo in classifica e rivitalizzato dalla vittoria ottenuta contro il Salisburgo in Europa League. Contro i partenopei, De Zerbi deve fare a meno dello squalificato Consigli  al suo posto Pegolo, in difesa spazio a Demiral, Ferrari e Peluso, a centrocampo Lirola e Rogerio esterni con Magnanelli e Duncan in mezzo al campo, in attacco tridente composto da Berardi, Djuricic e Boga. Nel primo tempo, la gara è vivace, si gioca per lo più a centrocampo e in orizzontale con il Napoli che detta i tempi di gioco e un Sassuolo che gioca più di rimessa, sfruttando la velocità di Berardi e Boga. Al 20', è proprio l'esterno di proprietà del Chelsea a sfiorare il vantaggio, con un interno destro che sfiora il palo alla sinistra di Ospina. Gli azzurri sono in partita e cinque minuti dopo sfiorano il vantaggio, serve un intervento provvidenziale in scivolata di Ferrari per fermare Mertens lanciato a rete. L'occasione più nitida capita però alla squadra ospite poco dopo la mezz'ora, Ghoulam sfonda sulla fascia sinistra, serve Verdi in area di rigore, che tutto solo non inquadra lo specchio della porta da posizione molto invitante. Le squadre si allungano, i ritmi sono altissimi, Duncan va via in contropiede, serve sulla corrente sinistra Rogerio, il quale schiaccia troppo il suo sinistro che termina la corsa sul fondo. Nel secondo tempo il copione non cambia, gli azzurri fanno la partita ma faticano a trovare sbocchi interessanti, complice un Sassuolo compatto, che passa in vantaggio alla prima occasione della ripresa. Al 50', ripartenza di Boga (autentica spina nel fianco della retroguardia azzurra), il quale serve sulla destra Lirola , il cross al centro è per Berardi, che finalizza in rete grazie anche alla deviazione del neo entrato Luperto.  Ancelotti decide di dare più peso al reparto offensivo, inserendo Milik al posto di Verdi. A quindici minuti dal termine, ci prova Diawara dalla distanza, ma Pegolo si rifugia in calcio d'angolo. De Zerbi decide di correre ai ripari, fuori un attaccante (Djuricic) dentro un centrocampista (Bourabia). Al minuto 80, cross dalla sinistra di Rogerio e colpo di testa di Boga, fuori non di molto. I padroni di casa, fin qui in totale controllo della partita, legittimano il risultato fino al minuto 85, quando subiscono a sorpresa il pareggio azzurro complice un errore di Magnanelli, che su un cross innocuo di Ghoulam incespica sul pallone, lasciandolo ad Insigne, che di destro dall'interno dell'area batte un incolpevole Pegolo. Nei minuti finali, ci provano entrambe ma il risultato non cambia, al Mapei termina 1-1. Ai punti avrebbe meritato sicuramente qualcosina in più la squadra di casa, punita oltremodo dall'unica disattenzione difensiva. Un punto buono per il morale, che lascia però l'amaro in bocca. L'appuntamento con la vittoria casalinga è ancora una volta rimandato.Nella terra di mezzo, quasi tranquillo ma non del tutto salvo. E' il limbo in cui si trova il Parma, che al Tardini contro il Genoa vuole interrompere la striscia negativa di quattro sconfitte consecutive e ritrovare così una vittoria che manca da oltre quattro mesi. Contro i rossoblu, D'Aversa si affida al solito 4-3-3, in difesa rientra dal 1' Di Marco, a centrocampo scelte obbligate con Scozzarella, Rigoni e Kucka, nel tridente Siligardi vince il ballottaggio con Biabiany e affianca gli inamovibili Inglese e Gervinho. Il primo tempo non è divertente, manca il ritmo e soprattutto il gol, con tanto fraseggio tra i difensori e due squadre attendiste e attente a non scoprirsi troppo. L'occasione più nitida capita al 38', Inglese aggancia un pallone non facile in mischia e gira immediatamente verso la porta, sfiorando il palo alla sinistra di Jandrei. Una giocata che avrebbe meritato miglior fortuna. Nella ripresa il Genoa è più autorevole, prova a fare la partita sfruttando molto gli esterni e a ridosso della mezz'ora sfiora per ben due volte il vantaggio nel giro di due minuti; prima Lerager in sforbiciata, poi Sanabria di testa non inquadrano però lo specchio della porta. D'Aversa decide di inserire Biabiany al posto di Scozzarella, passando al 4-2-3-1 e spostando Rigoni in cabina di regia. In una partita così bloccata, solo un episodio può sbloccare il match. Nel momento migliore dei rossoblu, i padroni di casa passano in vantaggio: al 78' sugli sviluppi di un calcio d'angolo, è l'ex Kucka a realizzare il gol. Il centrocampista slovacco prima colpisce la traversa con uno stacco di testa, poi è lesto a ribadire in rete da due passi. Nei sei minuti di recupero succede di tutto, Gervinho fallisce il colpo del k.o. in contropiede, calciando alto sopra la traversa a porta vuota, Zukanovic spedisce in curva una punizione dal limite e le speranze del Grifone di uscire imbattuto dal Tardini. Termina 1-0, il Parma ritrova la vittoria in casa quattro mesi dopo e pareggia così il bilancio con i punti realizzati in trasferta, insomma una vittoria che ha il sapore di una salvezza (quasi) matematica.A San Siro contro l'Inter, la SPAL cerca disperatamente punti salvezza per uscire dalla crisi di risultati ed evitare di essere risucchiata in piena zona retrocessione. Contro i nerazzurri serve una reazione, Semplici sa che può far male ad una squadra impaurita e in difficoltà, quindi rispolvera il 3-5-2 con Felipe, Bonifazi e Vicari in difesa, a centrocampo Valoti e Fares esterni, Kurtic, Schiattarella e Missiroli interni di centrocampo, in attacco confermati Petagna e Floccari. Succede poco o nulla, complice una SPAL molto ordinata, che lascia sì il pallino del gioco in mano agli avversari, senza però rischiare più di tanto, a parte una rete giustamente annullata nel primo tempo dal VAR a Lautaro Martinez per un tocco di braccio dello stesso argentino. Gli spallini si vedono in una sola circostanza con il solito Petagna, che mette i brividi ai 61.000 presenti, con un colpo di testa che sfiora il palo. I biancazzurri giocano una partita di grande sacrificio, prima di essere puniti nel finale dall'uno-due targato Politano-Gagliardini che spezza letteralmente le gambe agli estensi, incapaci di reagire. A San Siro termina 2-0, un risultato che condanna la SPAL alla quarta sconfitta in cinque partite e che complica e non poco il discorso salvezza.

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