Assist Storie di Basket

#12 Abbiamo bisogno di parole: basta wordsdown, che torni il basket

L'Nba ha ascolti in calo ma non smette di dialogare con i tifosi. Un grosso problema nei campionati minori

Luca Corsolini
08.10.2020 12:19

Oggi, una volta di più, le notizie importanti, e la categorie notizie è  molto ampia, mi sono arrivate via mail. La prima: il Festival dello Sport della Gazzetta cambia di nuovo formato. Nato come Digilive per continuare a esistere dopo due anni di successi a Trento, con un mix di incontri in presenza e digitali, chiude al pubblico: sarà tutto online. La seconda: l'Nba, usando come Melli come testimonial, mi invita a raccontare la storia del mio campo ( sarebbe meglio usare dei traduttori reali invece di quelli online, un traduttore vero avrebbe capito che in questo caso si parlava di campetto.

Abbiamo sopportato il lockdown, smettiamola subito con il wordsdown

E non abbiam bisogno di parole per spiegare quello che è nascosto in fondo al nostro cuore: immagino che molti abbiano riconosciuto una canzone di Ron, una delle mie preferite ( il brano numero 1 in assoluto è il Sean,Sean di Giu'la testa, poi per generosità Morricone accetta sul podio anche Mark Knopfler e Yanni ). Dice una verità che vale per l'amore dove contano i gesti, le carezze, gli sguardi, i baci, ma non vale per altre passioni. Noi, tutti, che siamo sopravvissuti al lockdown, anche allenandoci inconsapevolmente per i tempi duri che ricominciano, non ne possiamo piu'del wordsdown, del silenzio imposto al basket, quello italiano, da addetti stampa troppo solerti che godono della complicità di loro dirigenti che forse non hanno proprio la giusta dose di passione per capire come dialogare con la gente. E'possibile pagare un giocatore, o un allenatore, tutti quei soldi, dire che è un genio, e poi confinarlo in due ore di allenamento, in una partita settimanale riassunta in poche, scontate, banali e in questo offensive, dichiarazioni post partita ? Ma di cosa abbiamo paura ? Gli incontri di basket del Festival della Gazzetta, a cui nessuno ha il coraggio di rinunciare, perchè la Gazzetta ha il suo peso, ma è un comportamento un po'meschino pensare che gli appassionati pesino meno e abbiano meno diritti, avevano registrato, tutti, il sold out in poche ore di prenotazioni. Questo è un suggerimento spedito direttamente alla Lba: facciamo parlare di più il basket, ovvero meno dirigenti e più giocatori e tecnici. Non ne possiamo più del wordsdown, di questo silenzio che oltre tutto ci fa passare per un ambiente povero di contenuti quando non lo siamo.

Power to the people

L'Nba, trovate la notizia anche su Il pallone gonfiato, lamenta ascolti in calo. Eppure manda una mail a me ( a me !!! ) per chiedermi di raccontare una storia. Se vinco, posso ricevere un canestro per il mio campetto o buoni acquisti. Mi sembra interessante soprattutto la prima opzione; l'Nba vuole che io gochi a basket. Se non gioco, prima o poi mi allontanerò. E' così da spiegare anche la faccenda degli ascolti: quest'anno negli Usa i campionati si svolgono gioco forza contemporaneamente. Non essendo aumentati gli abitanti, e non per gli stupidi tweet di Trump, è normale che gli ascolti siano in calo. Poi, fate anche voi un esame televisivo: quanti programmi guardate in diretta e quanti invece li vedete quando vi pare, magari dopo che gli amici vi hanno anticipato tutto via social ? Gli ascolti, quantità, sono un falso mito: se non falso, superato.Oggi quello che conta è la qualità della comunicazione: deve essere fatta bene, deve essere continua, deve essere inclusiva. Soprattutto, deve essere credibile. Per me, Nba ancora e sempre numero 1, parlando di comunicazione: perchè ascolta la gente. E quando la gente tace, la va comunque a cercare

Il vero allarme nei campionati minori

Notizia da approfondire. Intanto oggi è un titolo forte dell'edizione di Bologna de Il Resto del Carlino e immagino se ne parli anche altroive. La Federazione ha deciso che invece dei risultati del test sierologico per giocare nei campionati minori basta una autocertificazione. E cominciano i ritiri di quelli che non si sentono minimamente sicuri e tutelati. Perchè in effetti una autocertificazione quando si tratta di salute sembra l'opposto del manifesto del Presidente Mattarella: libertà è non contagiare gli altri

 

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