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Nazionale di basket a Belgrado, dove volevamo fosse

In attesa della sfida con la Serbia uno sguardo allargato sul momento della nostra pallacanestro

Luca Corsolini
03.07.2021 20:19

La Nazionale di Sacchetti è arrivata dove volevamo che fosse: a 24 ore dalla sfida con la Serbia, a una partita dalle Olimpiadi di Tokyo. Che restano lontane ma questo non impedisce di pensare che intanto si debbano delle scuse a Sacchetti e ai presenti ( forse bisognerebbe pure che qualcuno si scusasse con Belinelli e Datome ingiustamente accusati di essersi presi, dopo una vita, iuna estate di azzurro sabbatico ). Piuttosto bisognerebbe concentrarsi su una frase di Simone Fontecchio, uno dei big di questo gruppo con Melli, Mannion e Polonara ( nella foto): "All'estero sai di non essere stato scelto per la quota italiani" ha detto il neo campione di Germania. Concetto sottolineato anche dal neo acquisto del Fenerbahce:"Certu coach ti cambiano la vita perchè non ti contano gli errori".

Jovanotti team manager 

Abbiamo ringraziato Fedez per le tante attenzioni che ci ha dedicato, ma il guru a cui dovrebbe rivolgersi il basket italiano è Jovanotti. Lui pure dedicò un video al basket, con Pittis protagonista. E prima della canzone dell'estate 2021, con Gianni Morandi, che ricorda quanto è bella l'allegria, aveva già confessatio il suo segreto: "Io penso positivo perchè son vivo". Francamente, il basket italiano non se la passa benissimo, ma il problema vero è proprio che non pensa positivo. Proviamo allopra a fare i compiti per l'estate registrando qualche segnale e avanzando qualche proposta.

Unipol sponsor della campagna abbonamenti

Unipol è sponsor del campionato ( e di una squadra, e di uno dei palasport dove si gioca ). Perchè non potrebbe essere sponsor delle campagne abbonamenti che un club, la Fortitudo, ha già fatto partire, prendendosi dei rischi, e che gli altri vorrebbero far partire per sentirsi meno in angoscia quando si comincia a parlare di conti e fare un po'di cassa? Oggi le assicurazioni sono diventate anche un esercizio contro i rischi, potrebbe essere la classica situazione win win, in cui vincono tutti: lo sponsor del campionato rientra di parte dell'investimento, le squadre possono incassare, i tifosi pagano una quota parte dell'abbonamento per garantirsi il diritto di recuperare quanto di cui non potranno usufruire.

Mettiamoci in ...Righi

Quasi ogni estate, tranne che in questa, comincia il tormentone in Lega: chi sarà il nuovo commissioner Lba ? Quasi ogni estate Massimo Righi, che guida strapordinariamente la Lega Volley, è il primo nome della lista, e diventa subito l'ultimo non appena cominciano i suoi contatti con i dirigenti del basket. Per il semplice motivo che lui, per ideee e comportamento, è molto simile ad Adam Silver, il commissioner della Nba, da cui notoriamente i nostri dirigenti sono lontani anni luce, e così ne stanno alla larga. Però nessuno vieta di registrare che la Lega Volley ha ceduto i diritti tv a Volley World, una società di cui fanno parte la Federazione internazionale di pallavolo e il fondo di investimento britannico Cvc. Come ragiona Righi ?"Con i numeri che ha la pallavolo, credo che si possa immaginare in 3-5 anni di avere un dividendo importante per ogni società". Ah ecco, non è solo questione di mettere pace tra federazioni e leghe, Massimo Righi, ex giocatore di basket, pensa al futuro, semina, non pretende di raccogliere subito, ben sapendo che più breve è la semina minore è il raccolto. Soprattutto pensa al bene comune e non a quello particolare dei singoli club.

Palasport come Wimbledon

Righi è un tipo curioso. E'andato a Wimbledon, anni fa, a studiare cosa copiare dal tennis, e tornò a casa con l'idea, molto social, di portare un microfono in campo alla fine delle partite perchè i protagonisti invece che nascosti nelle solite conferenze stampa, che appunto dai social sono state smascherate nella loro immediata scadenza, potessero parlare con il pubblico. Oggi guardare la partita di Federer in un Centrale molto rituale nella sua pulizia faceva venire in mente la gran differenza tra quel campo, così lindo, e pure venduto ai partner, e i nostri campi, e le nostre maglie, che ormai sembrano il costuime di Arlecchino. A proposito di pulizia, non sarebbe neanche male se la Lba affidasse l'esecuzione dell'inno prepartita a un musicista, o anche a un musicista diverso ogni mese: la stessa esecuzione su tutti i campi, con personalizzazioni solo per coppa Italia e finale scudetto, sarebbe una bella cosa.Intanto, una notizia arriva dagli Usa: l'Ncaa ha aperto alle sponsorizzazioni per i giocatori. E questa potrebbe essere una strada interessante anche per noi. Non per aggiungere marchi alle divise ma per impegnare i giocatori, e i tecnici ad essere più e meglio produttivi per le loro società, che gli pagano fior di stipendi, diventando personalmente testimonial di tante piccole aziende che non si possono permettere la soglia di accesso al propdotto basket che resta comunque alta per quanti vogliono e devono esibire il marchio. Ma allenaori e tecnici impegnati anche lontano da allenamenti e partite farebbero bebe al movimento.

Basta spezzatino, ma il calcio da'l'esempio

Abbiamo tremato per la prospettiva di una serie A di calcio programmnata come uno spezzatino, una partita a ogni ora nel fine settimana: a noi altri sarebbero rimaste solo briciole di attenzione. Pero'l'idea del calendario asimmetrico che il calcio svelerà il 14 luglio merita di essere valutata: è vero che nell'ultimo campionato abbiamo avuto diverse partite importanti fino all'ultima giornata, ma proporre il ritorno con lo stesso calendario dell'andata è un rito stanco. La preoccupazione deve essere il prodotto, avere qualcosa di veramente buono da offrire in ogni fine settimana, evitando la concomitanza di troppi incontri di cartello, e aggiornando la lista degli stessi in base a quello che è successo, regalando agli abbonati ( eccoci tornati alla partenza ) partite speciali fino all'ultimo e non amichevoli mascherate.

 

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