Serie A

Ulivieri: "Vi spiego perchè l'Inter ha scelto Inzaghi. Conte mi avrebbe sorpreso se.."

L'ex allenatore Renzo Ulivieri è intervenuto ai microfoni di Calciomercato.com dove ha commentato la scelta dell'Inter di puntare su Simone Inzaghi

Ludovica Carlucci
31.05.2021 18:10

L'ex allenatore Renzo Ulivieri è intervenuto ai microfoni di Calciomercato.com dove ha commentato la scelta dell'Inter di puntare su Simone Inzaghi. Questa l'intervista riportata integralmente dal portale fcInter1908: "Se Conte e Inzaghi si fossero avvicendati tre anni fa, le avrei detto che l’Inter avrebbe sostituto un grande allenatore, di enorme carisma ed esperienza, con un altro di sicuro avvenire, ma con relativa maturità. Adesso non è più così, Simone Inzaghi ne ha fatta di strada e con lui l’Inter non riceverà brutte sorprese".

Con l’arrivo di Inzaghi e l’addio di Conte, cosa perde e cosa guadagna l’Inter, secondo lei?

"Ci sono dei codici che Inzaghi dovrà assolutamente mantenere e vedrete che li manterrà. Mi riferisco soprattutto ai movimenti delle due punte lì davanti, che nella stagione appena conclusa sono stati determinanti. Conte è un allenatore incisivo e ha messo pesantemente mano su questo gruppo, modellandolo come lui sa fare".

Inzaghi è stato scelto dall'Inter per dare continuità al progetto?

"Sì, quella dell’Inter è stata una scelta logica da parte di un club che non vuole disperdere il lavoro di un allenatore così penetrante come Conte. I calciatori hanno perso una guida, sarebbe stato un rischio eccessivo togliere loro anche le sicurezze cui si sono aggrappati per arrivare allo scudetto, facendoli ricominciare da un nuovo progetto tecnico-tattico".

Si aspettava che Conte salutasse in anticipo?

"Francamente, no. Solitamente sono le società a prendere simili scelte, ma devo dire che una volta, per motivi diversi, è capitato anche a me di andare via perché ritenevo dannoso proseguire il mio percorso. Ero al Vicenza, in Serie B. Con i calciatori si era creato un rapporto troppo intimo, ci si voleva troppo bene e il rischio era quello di confondere i ruoli. Chiamai in raccolta la squadra e gli dissi che sarei andato via, piangemmo. Avevo con me uomini come Di Carlo e Viviani. È vero, andai al Bologna, ma quel Bologna era una categoria sotto al Vicenza. Lasciai la B per andare in C".

Tornando a Conte, sorprende ancora il suo modo di incidere in così poco tempo?

"No, mi avrebbe sorpreso vederlo navigare a metà classifica senza obiettivi. Perché quando una squadra si addormenta, ci pensa lui a trovare il modo di svegliarla".

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