Serie A

Plusvalenze false, Agresti: "Juventus e Napoli la faranno franca, vi spiego il perché"

Il direttore di Calciomercato.com ha detto la sua sul caso plusvalenze che riguarda Juventus e Napoli, ma non solo

Francesco Rossi
26.11.2021 18:12

Agnelli e De Laurentiis

 

Il direttore di Calciomercato.com, Stefano Agresti, ha spiegato attraverso il suo giornale online, le ragioni per cui Juventus e Napoli se la caveranno circa il caso delle plusvalenze irregolari. Tali plusvalenze hanno spinto la Consob ad approfondire ulteriormente la faccenda attraverso un'indagine approfondita. Ecco un estratto dell'intervento del direttore Agresti su questa oscura vicenda ancora da chiarire:

"Sui 62 trasferimenti indicati, addirittura 42 riguardano la Juve. In più c’è il caso Osimhen, che coinvolge il Napoli per un’operazione molto onerosa. Tanti oggi si (e ci) chiedono: cosa rischiano i club che hanno fatto uso in modo così smaccato delle plusvalenze per le loro operazioni di maquillage al bilancio? La risposta è netta: non rischiano nulla. E a chi si stupisce perché tre anni fa il Chievo è stato penalizzato per le operazioni fittizie con il Cesena - e lo sarebbe stato anche il club romagnolo se nel frattempo non fosse fallito - diciamo che esiste una differenza profonda: in quel caso c’era la prova.

I tribunali federali non sono mai entrati nelle valutazioni dei calciatori sul mercato. La linea guida è sempre stata la seguente: come possiamo stabilire quanto realmente possa costare un giocatore? E’ vero, ci sono giovani poi finiti tra i dilettanti che sono stati trasferiti per milioni di euro da un club all’altro, ma chi è davvero in grado di dimostrare che si sia trattato di illeciti amministrativi e non, invece, di operazioni di mercato sbagliate? Questo è il principio al quale si è ispirata la giustizia del calcio. Nel caso Chievo-Cesena, invece, si è andati a fondo perché c’era quella che viene definita “pistola fumante”, ovvero la prova inconfutabile: intercettazioni telefoniche nelle quali un dirigente del Cesena dell’epoca - sotto inchiesta da parte della magistratura ordinaria per altri motivi - si accordava con il Chievo per definire le plusvalenze poi effettivamente realizzate e messe a bilancio".