Director's Cut

Irrimediabile la vocazione a un "buonismo" sterile e vuoto di tanti tifosi. I dati fotografano un impegno finanziario modesto

Il nuovo Director's Cut fotografa la situazione stadio e valuta attraverso i numeri il Bologna di Saputo dal suo ritorno in Serie A

Alberto Bortolotti
11.10.2020 13:29
Joey Saputo (ph. Schicchi)
Oggi voglio dedicare il mio Director's Cut ai tifosi. Con tanti, inutile nasconderlo, ho un rapporto pessimo, che tengo volutamente al minimo della considerazione reciproca perché, da Guaraldi in avanti (senza evocarlo in modo triste come fanno alcuni tra i miei colleghi, io l'ho avversato "in vita" e non posso oggi sparare sulla Croce Rossa - mentre ci governa la Croce Verde, così, en passant - ), sono troppe le abissali e insormontabili differenze di atteggiamento e comportamento. Trovo irrimediabile la vocazione a un "buonismo" sterile, vuoto e lontano da qualunque ragionamento. 
Di altri apprezzo invece capacità di rivedere i propri pensieri (mi disse una volta Porelli che aveva cambiato idea politica, e radicalmente, perché aveva visto come gli amministratori bolognesi avevano preservato e salvaguardato la collina), la profondità di analisi, l'arguzia e l'autocritica. In un universo così ampio trovi di tutto, ma è bello incontrare persone con cui è piacevole mangiare una frittura al Galeone "every now and then", ridere e parlare del Bologna.
Bene, tre spunti.
Il primo è di un tifoso esperto di pubblica amministrazione (per cui lavora) che interviene sul tema stadio. Non faccio nomi giacché pesco i contributi da una piazza virtuale ma non pubblica: se vogliono si rivelano loro.  "Per quanto mi è dato sapere i 70 milioni a carico del Bologna dovrebbero essere ripartiti così: 20 milioni da parte della società (Bologna Stadio spa, Saputo, Fenucci e Marsili nel board) che è stata creata appositamente per la realizzazione della ristrutturazione, 50 milioni mediante mutuo al credito sportivo. La fonte sono i documenti ufficiali allegati al progetto. I tempi amministrativi per l’affidamento dei lavori sono questi a partire dal 31 luglio e sono da da intendersi come tempi massimi: 90 giorni per la dichiarazione di pubblica utilità, che avverrà a breve. 120 giorni per l’approvazione del progetto definitivo e contestuale rilascio di tutte le autorizzazioni, nulla osta o concessioni necessarie alla sua realizzazione. 90 giorni per la aggiudicazione mediante gara europea. Al termine della quale e in caso di necessità il proponente può aggiucarsi il progetto pareggiando l’offerta. Due cose in più, ma è necessario chiarire, al fine di disegnare un quadro completo ed esaustivo: la prima, quelli indicati sono i tempi di legge al netto di eventuali richieste di integrazioni documentali o chiarimenti che potrebbero essere necessari in fase di discussione del progetto in conferenza dei servizi, pertanto si potrebbero aggiungere ai 120 giorni ulteriori 30 giorni. Seconda cosa i giorni che intercorreranno tra l’avvio di una procedura e l’altra non si pensi che, ad esempio, il giorno successivo la dichiarazione di pubblica utilità parta la conferenza dei servizi per la discussione del progetto definitivo. Oltre ai tempi indicati per i vari step sopradescritti, ci sono tempi tecnici e di legge per la pubblicazione dei rispettivi atti al termine di ogni step, al fine che possano entrare in vigore. In totale 300 giorni, salvo intoppi. Riguardo all’avvio del cantiere, quindi, a maggio 2021 potrebbe partire, ma è una mia idea personale, perché penso che tutto dipenda se la casa temporanea del BFC sarà già pronta.

Aggiungo che fino a che il BFC non ha presentato la domanda non si è potuto far partire nulla (e per inciso la domanda definitiva è pervenuta poco prima dell’estate) ".   

Il secondo è una valutazione "aritmetica" del Bologna di Saputo in A nel periodo dal 2015-16 al 2019-20. I dati sono presi da Transfermarkt.

"Piazzamenti: 14°, 15°, 15°, 10°, 12°.

Coppa Italia: terzo turno, ottavi, terzo turno, ottavi, quarto turno.

Spesa trasferimenti compresa la sessione estiva della stagione corrente, quindi dal 2015-16 al 2020-21: 176,54 milioni.

Tredicesimo posto, delle società sempre presenti in serie A nel quinquennio la sola Udinese ha speso meno con 129,51 milioni. Chi ci precede, il Torino, ha speso 204,30, chi ci segue, il Cagliari, ha speso 148.

Entrate per cessioni: 88,46 milioni. Diciassettesimo posto, delle società sempre presenti siamo gli ULTIMI, superati dal Cagliari che ci precede con 109,85 milioni e davanti al Chievo con 81,29 milioni.

Saldo acquisti-cessioni. Qui "affoghiamo" al ventiquattresimo posto con un saldo negativo che è inferiore solo a quello di Inter, Milan, Juventus, Parma e Napoli in preciso ordine.

Il nostro è -62,24, preceduto dal Cagliari con -42,73 e seguito dal Napoli con 103,50.

Undici società hanno saldo positivo e due negativo inferiore al milione.

Di queste sette sono state sempre presenti in A.

Giocatori acquistati: diciassettesimo posto con 191, solo la Lazio con 162 e il Milan con 141 ne han presi meno, ci precede il Napoli con 203 e segue il La Spezia con 179.

Cessioni: diciassettesimi anche qui con 178 e identica situazione, solo biancocelesti e Milan con 162 e 141 han ceduto meno, ci precede il Napoli con 203 e segue il La Spezia con 179.

Età media giocatori in campo: 2015-16, 31 giocatori utilizzati 26,8 età media per partita, decima squadra più giovane. Più giovane Empoli con 25,2 più anziana il Chievo con 30,2

2016-17: 28 giocatori utilizzati 25,8 età media per partita. quinta squadra più giovane pari merito con Samp e Palermo. Più giovane Milan con 25,3. Più vecchia Chievo con 30,8.

2017-18: 30 giocatori utilizzati 26,4 età media per partita. Ottava squadra più giovane.

Più giovane Milan con 24,9, più vecchia Chievo con 29,8.

2018-19: 29 giocatori utilizzati 26,6 età media per partita. Decima squadra per età media pari merito con il Napoli. Più giovane Fiorentina con 24,1. Più vecchia il Parma con 29,1.

2019-20: 31 giocatori utilizzati, 26,6 età media per partita. Ottava squadra più giovane.

Più giovane Milan con 24,7, più vecchia il Parma con 28,5.

2020-21. Al momento l'età nelle tre partite vede il Bologna con 26,7 per partita esser quinta a pari merito con Torino e Udinese.

Bilancio campionati: Partite vinte 57  29,5%. Pareggi 45  23,3%. Sconfitte 91 47,1%

Allenatori 4, tre esoneri. Direttori sportivi due.

Record stabiliti solo negativi vedi sconfitta interna più pesante della storia, striscia aperta di partite consecutive in cui abbiamo subito goal.

Passiamo per quel che vale e significa al valore della rosa, “squadra giovane e di proprietà che ha un valore consolidato” come vuole la pubblicistica elogiativa.

Rosa 2015-16: 81,85 milioni, dodicesimo valore in serie A, la prima era la Juve con 394,33 ultimo Empoli con 37,78

Rosa 2016-17: 86,78 milioni, tredicesimo valore in serie A, la prima era la Juve con 422 ultimo il Crotone con 24,90

Rosa 2017-18: 82,63 milioni, quattordicesimo valore in serie A, la prima era la Juve con 540,53 ultimo il Crotone con 37.

Rosa 2018-19: 100,93 milioni, quindicesimo valore in serie A, la prima era la Juve con 873,78 ultimo Empoli con 58,30

Rosa 2019-20: 113,98 milioni, sedicesimo valore in serie A, la prima era la Juve con 870,08 ultimo il Verona con 59,33

Rosa 2020-21: 138,20 milioni, tredicesimo valore in serie A, prima è la Juve con 690,20 ultimo il Crotone con 40,95

I dati fotografano a mio vedere una gestione di scarsa efficienza e di impegno finanziario modesto. Risultati di basso valore e rendimento sportivo e economico tendente alla parte bassa della classifica.

Mancano gli ingaggi e la gestione. Non se ne conoscono gli importi. Quanto al mercato, invece che giocatori è stato ingaggiato Sabatini che ad oggi è servito come il cappottino rosso e la cartella bella".

Infine, dopo un'orgia di numeri iper-marchesiniana (fuori dallo scherzo, utilissimi a comprendere i trend reali), ecco un altro mito. L'Atalanta vende anche lei, come noi. Paro paro.

"Kessie 3 anni fa. Kulusevsky non solo mai titolare, ma nemmeno mai giocato una partita. Castagne non era titolare e ha voluto fortemente andarsene perché in scazzo con Gasperini. Gagliardini 4 anni e mezzo fa. Cristante più di 2 anni fa. Conti 3 anni fa. Barrow panchinaro fisso. Caldara 3 anni fa, ceduto da NON titolare e poi ripreso. Bastoni mai toccato il campo con l’Atalanta. Petagna più di 2 anni fa e dato via da NON titolare. Mancini, ceduto l’estate scorsa ma da NON titolare (12 partite da titolare su 38). Diallo mai sentito nominare praticamente, 3 spezzoni di partita in tutto.

In pratica no, non abbastanza. L’Atalanta i suoi titolari li tiene, tutti".

A voi le riflessioni. 

Commenti

Inter, ecco il calendario in Champions League con date e orari
Moto3, a Le Mans è grande Italia: doppietta Vietti-Arbolino