Assist Storie di Basket

#42 Ma che faccia ha Gigi Datome ?

Il problema del basket italiano è farsi riconoscere

Luca Corsolini
17.02.2021 14:31

Guardate bene la pagina di giornale qui sopra. E'facile riconoscere un errore del quotidiano sardo che scambia Rodriguez per Datome, ma davvero l'errore è solo del giornale ? Mi pongo la domanda per due motivi: 1 vorrei essere trattato con la stessa magnanimità per i miei di errori, rimproveri misurati e tanta comprensione, invece di ricevere un'accusa da giudici fin troppo intransigenti 2 anche il basket dovrebbe porsi il problema del suo giocatore italiano più rappresentativo non riconosciuto, e dunque eveidentemente non abbastanza conosciuto a casa sua e nel suo ambiente.

Il basket non va in settimana bianca

Altro esercizio per verificare quale percezione ha il basket di se'. E'successo nei giorni scorsi: un settore fermo da un anno, dopo tanti stop, dopo mesi di spese sostenute senza ricavi e, soprattutto, senza che dall'alto arrivassero certezze, era finalmente pronto a ripartire quando all'ultimo secondo, diciamo pure con un tiro allo scadere segnato da dietro la metà campo, è stato di nuovo bloccato. Di cosa parliamo ? Dello sci, risponderanno i più veloci, quelli per cui la colpa della foto di Rodriguez in un articolo dedicato a Datome è del giornale. Io rispondo che stiamo parlando del basket che ancora non ha certezze. Certo, qualche campionato in più è stato dichiarato di interesse nazionale, ma restiamo nella stessa situazione di un anno. Chiamato da Roberto Di Lorenzo a parlare di comunicazione, e covid aggiunsi subito, agli allenatori campani, a loro che mi chiedevano un incoraggiamento, dissi: avete capito che non ci saranno più le panchine e che dovremo avere tante seduie quanti giocatori abbiamo ? Avete letto le circolari della federazione svizzera, e pure la Svizzera ha affrontato con strategia fallimentare la pandemia, distribuite agli allenatori: un pallone per giocatore, da sanificare a fine allenamento; solo esercizi individuali; registro delle presenza da tenere aggiornamento per eventuali necessari tracciamenti; raccomandazione da fare ai ragazzi e controllo della stessa: venite in palestra da soli, non usate i mezzi pubblici. Erano già evidenti se non tutti i problemi buona parte degli stessi. Restando in Campania, Oscar del basket, e della società,tytta, a Massimo Antonelli: ha portato i canestri nelle case che lui stesso ha definito sgarrupate dei suoi ragazzi della Tam Tam. Dunque no, quando si parla di un settore stoppato ormai da un anno, e ogni tanto sembra pure di sentire quello che ti dice, in aggiunta, in-your-face, così imparii, baskettaro che non sei altro, non è lo sci. Non è solo lo sci: siamo noi.

Chi parla male, pensa male

Rubiamo Nanni Moretti alla pallanuoto per un attimo, però davvero le parole sono importanti. Se tutta Europa parla di Next Generations Eu e noi di Recovery Fund non ci sono equivoci: intendiamo lo stesso provvedimento, ma lo affrontiamo in due modi diversi. Strategico l'Europa, che pensa al futuro; minimale noi, che vogliamo i soldi senza presentare i progetti oppure presentando i progetti relativi senza nessun criterio. Di nuovo, nel basket ripetiamo la scena. Siamo in una stagione delicata: qualcuno la affronta in stile Recovery Fund, qualcun altro, pochi, e non è solo questione di risorse, in stile Next Generations Eu. Da giorni gli uni e gli altri parlano di un progetto che ancora non si è visto, e non si capisce perchè un cantiere aperto non possa essere animnato dalle idee di tutti, prima che sia deliberato il porogetto definitivo, insomma tutti siamo in attesa della rivelazione che, per comodità, chiamiamo Nuova Serie A a licenze. Tutti sappiamo che in quella direzione dobbiamo andare, pero'il nostro Cts, la combinazione tecnico scientifica di Lba e Fip, non comunica cosa bisogna fare, già adesso, per essere pronti quando arriverà il  via libera. Così intanto il progetto che attendiamo da anni, e adesso è indispensabile, da Next Generations EU è stato derubricato a Recovery Fund: non si parla più di prospettive future ma di blocco delle retrocessioni, ovvero si restringe la discussione a un triste presente in cui più o meno tutti, in una stagione di non ricavi, hanno speso soldi, e non pochi, per cambiare allenatore, far arrivare giocatori nuovi, tagliarne altri. Si parla di blocco delle retrocessioni come se all'inizio della prossima stagione, sempre che il nostro Cts non annulli tutto all'ultimo momento, non si dovesse partire dalla conferma dei soli sopravvissuti, che siano della LBA, della LNP, o di qualunque altra organizzazione, comunque anche loro tali solo per aver superato controlli che se vogliamo garantirci un domani dovranno essere più stretti e precisi di quanto non sono stati in questi anni. E i controlli non andranno fatti solo sui bilanci: ci vogliamo preoccupare, ad esempio, di come far tornare la gente nei palasport, detto che non tutti vorranno farlo, specie quella parte anziana che non è secondaria nel pubblico del basket ? Ci vogliamo preoccupare del fatto che la pandemia ha accorciato l'attenzione di tutti e adesso la diretta integrale di una partita è diventata per molti una sofferenza a cui solo gli highlights, e per fortuna abbiamo, tutti, Teodosic, possono dare rimedio ?Per questo non me la sento di strigliare il giornale che ha sbagliato pubblicando la foto di Rodriguez pensando che fosse Datome e piuttosto vorrei chiedere al basket, nel suo complesso, se e'davvero sicuro della propria identità.

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