Assist Storie di Basket

#19 Stanno morendo le coppe europee, salviamo il campionato

Virtus in palla ad Andorra, la Reyer nemmeno va in campo. L'Eurolega non ha capito che siamo diventati il basket-bolla

Luca Corsolini
14.10.2020 10:29

 vita

Nel 2001 sono venti anni esatti che l'Italia non vince l'Euroleague. Ecco spiegato perchè ho scelto questa foto. Non ci sono altri motivi. Certo, si vedono Messina e altri, pure Abbio che è tornato in Virtus; si riconosce la cupola dell'Unipol Arena. Ma il senso del discorso è che venti anni valgono una generazione. E le coppe, di basket e non solo, ci sono da una vita, sono anche il bello della vita sportiva, un albunm dei ricordi che oggi sfoglio con un po'di tristezza. Diciamo pure tanta tristezza che non è determinata dalla pioggerellina autunnale.

Consiglio per la lettura: Paolo Giordano sul Corriere della Sera di oggi

Del coronavirus pensiamo di sapere tutto quando non sappiamo niente. Non ancora. Per capirne abbastanza da mesi il trucco è non mancare gli appuntamenti con Paolo Giordano sul Corsera. Lo scrittore spiega meglio di tanti altri quello che ci sta succedendo. Oggi ad esempio parla del tipping point: è la soglia oltre la quale le cose precipitano: è riconoscibile solo una volta superata, quando ormai è troppo tardi. A leggere i risultati delle coppe sembra che siamo già arrivati a questo punto. Ha senso la vittoria, larga, della Virtus ad Andorra, quando la Reyer, nella stessa coppa, nemmeno è scesa in campo ? Come parametriamo, l'82-66 della Segafredo, che lascerebbe intendere una difesa meno allegra di quella messa in campo contro Cremona, con il 20-0 a tavolino dei Campioni d'Italia. Tre vittorie in fila, per la Virtus e pure per Trento, cvhe in Europa non ne perde una e in campionato è ancora al palo; una vittoria, una sconfitta e un 20-0 a tavolino per Venezia. Nel 2020 non avremmo dovuto essere liberi da qualunque tavolino, nelle coppe che nella storia hanno conosciuto anche quell'abominio che è stato un autocanestro protettivo ? Tipping point.

I giocatori chiedono la bolla

I protagonisti della scena, Delaney più di tutti, chiedono la bolla. Non solo perchè hanno visto, e sognato, il successo organizzativo dell'Nba, lontano anni luce adesso che cominciano i doppi turni in Euroleague con viaggio da un capo all'altro dei contagi, con altri 20-0 che rendono inutili, comunque sviliscono altri risultati. Anche e soprattutto perchè sono loro i primi ad aver decretato il successo dell'Euroleague, facendola diventare la seconda opzione, dunque proprio non un ripiego, per chi esce dall'Mba, per chi non l'ha ancora provata, per chi trova già ottimale la freschezza della Vecchia Europa. Tipping point: rapiti dalla bellezza di un campionato continentale, dalla sua unicità data appunto anche dai doppi turni, non ci siamo accorti di un difetto strutturale che oggi emerge in tytta la sua evidenza. Una cosa che abbiamo imparato dal covid: serve sempre un piano B. E un piano per un campionato è avere un numero di squadre partecipanti che sia multiplo di 4 per poter essere adattato a una formula playoff.

L'arbitro russo, Oscar alla dogana, Paniagua, Barcellona

La tristezza mi spinge verso l'album dei ricordi. Ne cito una sventagliata. Un arbitro russo, quando ancora c'era l'Urss, mi contattava, mai direttamente, tramite intermediari, arbitri anche loro, quando stava per venire in Italia: prima della partita scambio di gagliardetti. Io gli davo quello che mi aveva chiesto, lui mi affidava i suoi risparmi da custodire. Telecronache di Capodistria, tutti inn amoratio di Sergio Tavcar, della sua sapienza tecnica e delle sue iperboli. Come quella volta col Real Madrid: "Adesso entra Paniagua, un boscaiolo capitato per caso su un campo da basket".. Barcellona ( e Badalona ): le cene da Botafumeiro, quando le squadre e i giornalisti erano una sola famiglia. E le visite alla Sagrada Familia: quando il cantiere era ancora agli esordi, sotto le guglie c'era un campo da basket. Su una panchina una scatola di legno a disposizione di tutti con le pelotas per giocare. Poi, anni di trasferta con la Juve Caserta. Un anno si parte da Cantuùper andare a Villeurbanne. Panico sul bus a un certo momento: Oscar non può entrare in Francia per ruggini brasiliane. Tranquilli fa Giancarlo Sarti, il general manager: in frontiera troviamo sicuramente un finanziera di Maddaloni, dove in effetti c'è una scuola della Guardia di Finanza. Frontiera, i controlli: il signore non puo'entrare in Francia. Guardi, siamo la Juve Caserta in trasferta oer le coppe di basket. Ah, lui è Oscàr, con l'accento sulla a. Allora, andate e vincete. Arriviamo a notte fonda a Lione. Davanti all'albergo c'è schierata un'altra squadra in divisa. Ha voluto così il maitre per accogliere gli ospiti. E'di Maddaloni pure lui: la partita comincia dalla reception. Quanti altri ricordi ho ? Quanti non me ne lasciano queste coppe ferite dal covid ma anche da una certa impreparazione ?

Oggi ...

Brescia gioca in Montenegro, Milano gioca contro l'Olympiakos, squadra e club organizzati, ha detto Messina, come i Miami Heat. L'Armani ha messo in fila diciassette vittorie, e siamo appena a inizio stagione. Vuol dire che si gioca molto, forse troppo. Ma questo è un discorso da approfondire un'altra volta. Intanto, in questo turno saltano due partite di Euroleague: magari le squadre coinvolte guardano all'Italia per sapere cosa decide il giudice Figc su Juve-Napoli. Perchè il tavolino non poiace a nessuno nel 2020.

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