Serie A

Sassuolo, Parma e SPAL chiudono la stagione con una sconfitta

Salvatore Delle Donne
27.05.2019 17:07
Senza stimoli e motivazioni SPAL, Parma e Sassuolo non riescono ad evitare la sconfitta all'ultima giornata rispettivamente contro Milan, Roma e AtalantaAl Paolo Mazza va in scena l'ultimo atto della stagione, di fronte SPAL e Milan. I ferraresi per regalare l'ultima gioia ai propri tifosi, i rossoneri per entrare in Champions. Semplici conferma gli undici scesi in campo a Udine viste le non perfette condizioni fisiche di Felipe in difesa e Missiroli a centrocampo: 3-5-2 con Viviano tra i pali, in difesa Cionek, Vicari e Bonifazi, con Lazzari e Fares esterni, Murgia in cabina di regia e Valoti e Kurtic interni. In attacco confermati Floccari e Petagna. Primo tempo tutto di marca rossonera, con Piatek e Calhanoglu subito pericolosi, Viviano è attento e respinge. Il Milan produce una grande mole di gioco, e il gol non tarda ad arrivare: Kessiè mette un cross basso in area, sul pallone arriva Calhanoglu che batte l'estremo difensore spallino con un diagonale angolato. La SPAL non c'è, tramortita dall'aggressività degli uomini di Gattuso, che poco dopo raddoppiano: Kessiè lasciato tutto solo in area, lascia partire un bolide di sinistro che termina la sua corsa all'incrocio dei pali. Il raddoppio ha l'effetto di svegliare la squadra spallina (fin qui non pervenuta), che a sorpresa riapre il match sfruttando il suo punto forte, le palle inattive. Cross dalla destra di Murgia e stacco vincente di Vicari sul quale nulla può Reina, subentrato al posto dell'infortunato Donnarumma. Nella ripresa, complice un Milan distratto dai risultati degli altri campi, la SPAL agguanta il pareggio: questa volta è Fares a colpire di testa su un cross perfetto di Cionek. Il Milan non trova più la forza per reagire e Gattuso inserisce Cutrone per Abate. I rossoneri alzano il baricentro e aumentano la pressione offensiva, trovando il nuovo vantaggio con Kessiè, che realizza la sua doppietta personale su penalty, concesso per fallo di Cionek su Piatek. Nel finale l'ultimo brivido lo regala Floccari di testa, la palla però si infrange sull'incrocio dei pali a Reina battuto. Termina 2-3, una gara giocata benissimo da entrambe le squadre che però non centrano l'obiettivo. Ma poco importa, a fine gara arriva il giusto tributo dei diecimila presenti ai giocatori per una salvezza conquistata con largo anticipo e tutt'altro che scontata alla vigilia di questo campionato.Un Parma rilassato dopo la salvezza aritmetica conquistata nella scorsa giornata, fa visita alla Roma in un Olimpico vestito a festa per l'ultima con la maglia giallorossa di Daniele De Rossi. D'Aversa deve fare a meno degli infortunati Inglese e Rigoni, rientrano dal primo minuto Bruno Alves e Gervinho. I ducali giocano senza paura e disputano una prima parte di tempo perfetta, solo un Mirante formato super nega la gioia del gol agli uomini di D'Aversa. La Roma si vede solo a ridosso della mezz'ora, e dopo un colpo di testa di Fazio ben controllato da Frattali (titolare al posto di Sepe), passa in vantaggio con Pellegrini, la cui conclusione trova la deviazione vincente di Gagliolo. Nella ripresa i ritmi sono piuttosto blandi e per mezz'ora non si registrano azioni degne di nota, se non una conclusione di Perotti deviata sul palo dall'estremo difensore gialloblu. Al 35' il momento più emozionante della serata, l'uscita dal campo del capitano salutato da una ovazione del pubblico. A cinque dal termine a sorpresa arriva il pari gialloblu, dopo aver fallito due nitide occasioni sparando alto sopra la traversa da ottima posizione, Gervinho realizza il gol dell'ex con un tocco sotto misura a porta praticamente spalancata su passaggio in profondità del neo entrato Machin. La Roma non ci sta, ha un sussulto d'orgoglio e a due minuti dal triplice fischio si riporta in vantaggio con un colpo di testa di Perotti su assist di Under per il 2-1 finale che penalizza oltre misura i crociati per quello che si è visto in campo.Si sa, nel calcio le motivazioni fanno la differenza. E quelle dell'Atalanta erano di gran lunga superiori a quelle del Sassuolo, che sebbene non avesse più nulla da chiedere al campionato, ha lottato fino all'ultimo minuto per chiudere nel migliore dei modi questa stagione. De Zerbi privo di Peluso, Magnani e Sensi, schiera un 4-3-2-1 con Locatelli alle spalle del duo d'attacco Berardi-Boga. I neroverdi disputano un ottimo primo tempo, si difendono con ordine, ripartono in contropiede e alla prima vera occasione passano: tacco di Duncan per Berardi che lascia partire una rasoiata che termina la sua corsa alle spalle di Gollini. L'Atalanta costretta a fare risultato per centrare l'obiettivo Champions, macina gioco ma è bloccata dalla tensione per la posta in palio. Ci prova il Papu Gomez ad accendere i suoi, provando a sfondare centralmente, ma trova l'opposizione di Demiral, bravo a chiudere gli spazi. Il pari però arriva poco dopo la mezz'ora e in modo del tutto casuale: sugli sviluppi di un corner battuto dall'argentino, Bourabia calcia male, la palla termina addosso a Zapata che da due passi realizza il tap-in. I neroverdi non vogliono fare da vittima sacrificale e per ben due volte vanno vicini al nuovo vantaggio con Duncan che colpisce l'esterno della rete e Locatelli, il cui tiro viene respinto sulla linea da un intervento provvidenziale di Masiello. Poi l'episodio decisivo, a pochi secondi dal duplice fischio: contrasto Magnanelli-De Roon che scaturisce una rissa, Berardi perde il controllo e viene espulso. Nella ripresa complice la superiorità numerica, i bergamaschi assediano l'area emiliana e dopo soli otto minuti passano in vantaggio: conclusione di Ilicic, la respinta di Pegolo non è impeccabile, ne approfitta Gomez che con uno scavetto mette in rete. Il Sassuolo accusa il colpo e poco dopo subisce il gol che chiude definitivamente l'incontro: a realizzarlo è il neo entrato Pasalic con un colpo di testa perfetto su assist di uno scatenato Papu Gomez, per la gioia dei quindicimila tifosi bergamaschi presenti al Mapei. Il Sassuolo chiude con una sconfitta e all'undicesimo posto in classifica un campionato tutto sommato positivo.

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