Serie A

Disastri arbitrali e VAR, l'AIA cuce la bocca agli arbitri in tv? Collina: “Ci sono cose più importanti”

Le ultime rivelazioni da parte di Repubblica relative il rapporto tra arbitri e televisione

Francesco Rossi
13.11.2021 13:53

Orsato - Serie A

 

In queste prime dodici giornate di Serie A, si è scatenata una vera e propria bufera nei confronti degli arbitri dopo le discutibili decisioni prese in campo via VAR e non. L'AIA sta cercando di consentire maggiore trasparenza per quanto concerne le decisioni arbitrali in campo, un po' come avviene negli Stati Uniti. Poco tempo fa era stata avanzata una proposta ambiziosa non esente da pericoli, ovvero quella di intervistare gli arbitri in televisione a fine gara, così da motivare le decisioni prese in campo. Ipotesi che però non sembra piacere all'AIA - probabilmente perchè creerebbe troppe polemiche, anche se una vera spiegazione su tale bocciatura non sembra essere stata data - la quale punta invece a un intermediario tra AIA e club per conto della Federcalcio, per la spiegazioni delle decisioni prese dal direttore di gara. Secondo le ultime indiscrezioni, la figura adeguata per questo ruolo sarebbe già stata trovata: l'ex arbitro Antonio Giannoccaro. Altra idea importante nella lista AIA, è quella di far ascoltare al pubblico a casa gli audio dei discorsi tra arbitro e VAR - in stile USA - così da fornire maggiore trasparenza. 
 

L'arbitro Collina è stato interpellato oggi su questo tema dalla stampa. Ecco le sue dichiarazioni: "Parlare è facile. Bisogna farlo nei tempi e nei modi giusti. E comunque, gli arbitri che possono andare in tv a spiegare le loro decisioni appartengono a un’élite che è già in grado di sopportare le pressioni, anche quelle mediatiche. Pensiamo piuttosto al ragazzino che viene picchiato in una partita delle categorie giovanili, per un rigore o un’espulsione". 

In ogni caso, secondo il neo designatore arbitrale Rocchi, il bilancio della tecnologia nel nostro campionato di Serie A è positivo. I tifosi però sembrano pensarla diversamente.