Ciclismo

L'ex direttore del Giro Zomegnan ha rilasciato dichiarazioni shock sull'edizione del 1999. E su Pantani: "E' diventato il capro espiatorio"

Accuse anche al massaggiatore di Pantani reo di non essere stato all'altezza del romagnolo

Andrea Riva
11.01.2021 15:40

Il direttore del Giro d'Italia dal 2004 al 2011 Angelo Zomegnan, ha rilasciato un'importante intervista a "Libero" dove ha parlato della diffusione del doping sopratutto negli anni '90 dove ha affermato come fosse una pratica comune alla maggioranza dei corridori per poi parlare dell'edizione del 1999 con affermazioni molte dure, facendo anche una chiosa sia sul ciclista azzurro Marco Pantani scomparso all'età di 34 anni nel 2004, sia sul suo massaggiatore Roberto Pregnolato.

Angelo Zomegnan, le sue parole

EDIZIONE GIRO 1999: "Nel 1999 quando Marco Pantani fu fermato al Giro d’Italia a Madonna di Campiglio per la eccessiva presenza di globuli rossi nel sangue, verosimilmente dovuta al famigerato Epo, quasi tutti i primi dieci in classifica facevano uso di sostanze dopanti per migliorare l’ossigenazione del sangue ed avere prestazioni sportive più competitive. Non si contrastava fattivamente l’uso dell’eritropoietina ma semplicemente i globuli rossi prodotti artificialmente dovevano rimanere entro il cinquanta per cento di percentuale nel sangue. Ossia il quarantanove e nove di percentuale era consentito più l’1 per cento di tolleranza. Il cinquantuno per cento era fuorilegge".

"Non si vietava l’uso dell’eritropoietina ma si cercava di gestirne l’uso, non una cosa eticamente bella. Le voglio fare un esempio: è come se il furto fosse di soldi fosse consentito e non punito sotto i mille euro ma a mille ed un euro si andasse in prigione. Hanno cercato di fare passare Pantani come il delinquente nel convento di benedettine e così non era. C’era chi si faceva di epo, chi si faceva rinchiudere in una camera ipobarica, come Gotti, e chi addirittura si rimpinzava di viagra".

PANTANI E IL SUO MASSAGGIATORE: "Si sapeva a Madonna di Campiglio che l’UCI avrebbe fatto i controlli così che ogni squadra aveva al seguito un macchinario funzionale al controllo indiretto di Epo nel sangue. Secondo me sta qui l’errore. C’erano squadre che investivano pesantemente nelle pratiche vietate e nei controlli preventivi ed altre che si affidavano ad un semplice massaggiatore. Pantani era un perfezionista assoluto e forse chi stava accanto a lui non era all’altezza". E ancora: "Il team del Pirata ha commesso errori e lui è diventato il capro espiatorio di un sistema marcio".

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